Il Tirreno

Caso dj Fabo, il gip ipotizza il doppio reato

Non solo avrebbe agevolato il suicidio di dj Fabo ma avrebbe anche «rafforzato» la volontà dell'uomo di togliersi la vita. Doppia contestazione quella indicata dal gip di Milano Luigi Gargiulo nel...

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Non solo avrebbe agevolato il suicidio di dj Fabo ma avrebbe anche «rafforzato» la volontà dell'uomo di togliersi la vita. Doppia contestazione quella indicata dal gip di Milano Luigi Gargiulo nel provvedimento in cui ordina alla procura di formulare l'imputazione coatta nei confronti di Marco Cappato, l'esponente dei radicali che a febbraio ha accompagnato Fabiano Antoniani nella clinica vicino a Zurigo per praticare il suicidio assistito. Secondo il giudice, nel prospettare a dj Fabo, che era cieco e tetraplegico per un incidente stradale, una dolce morte qualora si fosse rivolto a una struttura svizzera, Cappato non solo lo avrebbe aiutato a morire ma avrebbe anche rafforzato «l'altrui proposito di suicidio». La stessa conclusione a cui è arrivata la procura di Massa. Ma sia il procuratore capo Aldo Giubilaro che il sostituto Marco Mansi hanno tenuto a precisare che non si sono fatti influenzare da quello che è successo a Milano. «Lo abbiamo valutato, poi abbiamo deciso di testa nostra».

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