Sicurezza
Sgominata banda di ladri di slot machine
Arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo. Sfondavano le vetrine a colpi di piccone. Facevano una vita da nababbi
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MASSA. I due fidanzati venivano usati per fare da palo, incensurati non avrebbero attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Gli altri quattro componenti della banda, invece, a suon di picconate sfondavano le vetrine dei bar oppure gli infissi delle abitazioni per entrare e rubare: nei locali la gang si dedicava soprattutto alle slot machine, nelle case a qualunque cosa potesse consentire un buon realizzo. Per esempio una bicicletta elettrica con il brand Harley Davidson del valore di quattromila euro. Un sodalizio criminale che dava i suoi frutti perché i sei malviventi grazie ai loro colpi conducevano una vita da nababbi: appartamenti di lusso a Marina di Massa che occupavano pagando regolare affitto e auto veloci dai quarantamila euro in su. Senza che il gruppo di romeni -il più grande ha 29 anni mentre il più piccolo 23 - avesse un regolare contratto di lavoro, risultavano nullatenenti e nullafacenti.
Si erano trasferiti nella provincia apuana nel marzo scorso, con l’arrivo della primavera. E guarda caso risalgono proprio a quel periodo una serie di colpi, con identico modus operandi di quello scoperto, che sono ancora senza colpevole. Tutti messi a segno a notte fonda usando la forza (con l’ausilio di mazze e tondini stradali). Un paio sulla riviera versiliese. Insospettabili, se non fosse che non facevano assolutamente nulla per poter giustificare gli abiti griffati che indossavano e i mezzi che parcheggiavano sotto casa. Non solo, avevano anche gioielli costosi addosso. Un tenore di vita che ha finito per insospettire le forze dell’ordine. E sulle tracce della banda si è messo il nucleo investigativo di Massa Carrara, coordinato dal sostituto procuratore Roberta Moramarco. I militari, coadiuvati anche dai colleghi della stazione di Massa, hanno raccolto una serie di indizi che hanno dato la certezza che i ladri col piccone erano loro. Ma bisognava prenderli con le mani nel sacco per poterli arrestare e portare in carcere, altrimenti poteva scattare al massimo una denuncia a piede libero. Gli uomini del tenente colonnello Tiziano Marchi hanno fatto scattare il blitz una delle scorse notti: hanno aggirato la sorveglianza dei due fidanzati che facevano da palo e hanno preso la banda mentre svaligiava una serie di slot machine in un bar di via Pradaccio. Gli inquirenti sono riusciti a ottenere anche alcune immagini dell’impianto di videosorveglianza, che prima di essere spaccato con una mazza aveva fatto il suo dovere riprendendo la gang mentre sfondava la vetrina del locale.
L’indagine però non finisce con le manette ai sei componenti della banda, perché l’impressione è che ci possano essere altre persone coinvolte. E soprattutto potrebbero aver colpito altre volte senza essere stati identificati dalle forze dell’ordine. Per questo l’appello che fanno procura e comando provinciale dell’Arma, a chi ha subito un furto negli ultimi mesi, è di collaborare. (d.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si erano trasferiti nella provincia apuana nel marzo scorso, con l’arrivo della primavera. E guarda caso risalgono proprio a quel periodo una serie di colpi, con identico modus operandi di quello scoperto, che sono ancora senza colpevole. Tutti messi a segno a notte fonda usando la forza (con l’ausilio di mazze e tondini stradali). Un paio sulla riviera versiliese. Insospettabili, se non fosse che non facevano assolutamente nulla per poter giustificare gli abiti griffati che indossavano e i mezzi che parcheggiavano sotto casa. Non solo, avevano anche gioielli costosi addosso. Un tenore di vita che ha finito per insospettire le forze dell’ordine. E sulle tracce della banda si è messo il nucleo investigativo di Massa Carrara, coordinato dal sostituto procuratore Roberta Moramarco. I militari, coadiuvati anche dai colleghi della stazione di Massa, hanno raccolto una serie di indizi che hanno dato la certezza che i ladri col piccone erano loro. Ma bisognava prenderli con le mani nel sacco per poterli arrestare e portare in carcere, altrimenti poteva scattare al massimo una denuncia a piede libero. Gli uomini del tenente colonnello Tiziano Marchi hanno fatto scattare il blitz una delle scorse notti: hanno aggirato la sorveglianza dei due fidanzati che facevano da palo e hanno preso la banda mentre svaligiava una serie di slot machine in un bar di via Pradaccio. Gli inquirenti sono riusciti a ottenere anche alcune immagini dell’impianto di videosorveglianza, che prima di essere spaccato con una mazza aveva fatto il suo dovere riprendendo la gang mentre sfondava la vetrina del locale.
L’indagine però non finisce con le manette ai sei componenti della banda, perché l’impressione è che ci possano essere altre persone coinvolte. E soprattutto potrebbero aver colpito altre volte senza essere stati identificati dalle forze dell’ordine. Per questo l’appello che fanno procura e comando provinciale dell’Arma, a chi ha subito un furto negli ultimi mesi, è di collaborare. (d.d.)
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