Il Tirreno

Non si ferma l’emergenza lupi Danni alle aziende per 2 milioni

Non si ferma l’emergenza lupi Danni alle aziende per 2 milioni

Coldiretti chiede alla Regione di procedere con l’erogazione dei risarcimenti agli imprenditori colpiti Maurizio Fantini: «Allevatori esasperati, servono risposte rapide altrimenti scatterà la mobilitazione»

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MASSA-CARRARA. Decine di allevatori ancora in attesa del risarcimento per i danni subiti da lupi e predatori. Monta la protesta, anche in provincia di Massa-Carrara, dove gli imprenditori che avevano fatto richiesta di risarcimenti non hanno ancora ricevuto l’indennizzo. I danni si riferiscono non solo all’uccisione di ovini, caprini, bovini, bufali, suini ed equini, ma anche alla perdita di produzione di latte e carne. Non si placa l’emergenza nei boschi e nelle campagne locali, dove i blitz dei lupi sono ormai all’ordine del giorno. Secondo Coldiretti, gli attacchi negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente.

La presenza del lupo rappresenta un elemento fondamentale di valorizzazione della biodiversità, ma a condizione che sia circoscritta in habitat idonei e in un numero di soggetti adeguato. Diversamente, rappresenta un elemento di disequilibrio ambientale. In diverse aree della Toscana si ravvisa una situazione di emergenza legata anche alla presenza di individui ibridi e di cani inselvatichiti, che rischiano di compromettere la caratterizzazione genetica del lupo stesso.

I casi di predazione si registrano anche nella zona montana di Massa, ad Antona, ma soprattutto in Lunigiana, tra Zeri, Filattiera, Fivizzano e nei comuni limitrofi. A riportare il tema al centro del dibattito è Coldiretti. «Gli allevatori sono esasperati – spiega Maurizio Fantini, direttore di Coldiretti Massa-Carrara – siamo arrivati al punto che più della metà dei casi non vengono nemmeno denunciati, tanto è lo scoraggiamento da parte degli allevatori».

Coldiretti ha scritto anche una nota dettagliata sul “caso Lupi” all’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi: «Sono trascorsi 8 mesi da quando le aziende hanno presentato richiesta di risarcimento alla Regione – prosegue Fantini – e non sono ancora state completate le liquidazioni. Ogni azienda si è vista strappare dal gregge una media di 5 capi. A volte sono stati anche di più. Va considerato che una parte di tali richieste di risarcimento è riferita ad attacchi subiti nei primi mesi del 2016». Da gennaio 2014 a novembre 2016, a fronte di un danno subito dalle aziende di oltre 2, 2 milioni di euro a livello regionale, gli indennizzi erogati ammontano a circa 1, 4 milioni di euro. «Tutti questi elementi stanno determinando un clima di grave sfiducia fra gli allevatori – denuncia ancora Fantini – che si sentono profondamente penalizzati da un atteggiamento vessatorio delle istituzioni, fortemente condizionate da ambientalismo e animalismo, che invece di garantire la preservazione della specie “lupo”, tendono a renderne insostenibile la coesistenza con chi, attraverso sforzi enormi, presidia e tutela il territorio, con costi ben superiori ai benefici. La misura è colma – conclude Fantini – e se non arriveranno risposte rapide e concrete dovremmo alzare il livello di mobilitazione».



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