Il Tirreno

Studenti in piazza ma nessuno scontro

Studenti in piazza ma nessuno scontro

Due cortei ieri in città: Lotta Studentesca contro la Buona scuola  Collettivo studenti in lotta, cori e striscioni contro il fascismo 

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MASSA. Mattinata movimentata ieri in città per due manifestazioni studentesche promosse da diversi collettivi, che comunque non sono mai venute in contatto anche per la presenza di alcune camionette di polizia. E in contemporanea i dirigenti scolastici hanno registrato la prima assenza in massa di alunni dall’inizio dell’anno scolastico (ne parliamo nell’altro articolo).

I cortei avevano motivazioni differenti. Quello del Collettivo studenti in lotta Massa, partito da piazza De Gasperi di fronte al tribunale, voleva esprimere «un senso di rifiuto popolare nei confronti di ogni forma di fascismo» (con esplicito riferimento a Manfredo Bianchi, il professore dell’istituto Zaccagna di Carrara che è salito sul monte Sagro sventolando la bandiera della Repubblica di Salò). Quello di Lotta Studentesca (collegata a Forza Nuova), che invece ha sfilato da piazza Garibaldi a piazza Mercurio, protestava «contro le manovre del ministro all’Istruzione Valeria Fedeli, dunque la continuità all’assurdo ddl 107 della “Buona scuola” che permette, sostanzialmente, l’ingresso delle imprese nelle scuole e la formazione di agglomerati di potere grazie al nuovo ruolo di sceriffo dei presidi».

«Scendiamo in piazza perché non abbiamo intenzione di lasciare alcuno spazio a partiti di estrema destra, a chi esprime vicinanza a un professore che ha portato la bandiera del Rsi in un luogo dove in nome di quella stessa bandiera sono stati commessi massacri terribili - scrive il Collettivo studenti in lotta - non c'è posto nella nostra città per chi sa diffondere solo odio verso il più povero, per dire che un fascista non può insegnare all'interno di una scuola pubblica».

Un centinaio di giovani, guidati da Giovanni Lucchesini, responsabile provinciale di Lotta Studentesca, nella manifestazione partita da piazza Garibaldi con fumogeni e striscioni: «Il Governo continua a ribadire (falsamente) di fornire ai vari istituti lavagne elettroniche, postazioni wifi e altre tecnologie all’avanguardia - dice - ma come possiamo crearci un futuro, anche grazie all’aiuto della modernità, se veniamo “uccisi” prima dal crollo di strutture e poi dal personale didattico?». Poi l’alternanza scuola-lavoro, il caro-libri, «i privati che tentano di mettere le mani sulla scuola pubblica per ridurla in pseudo-aziende», e infine la disoccupazione giovanile «arrivata a livelli preoccupanti per il nostro futuro».(lu.si.)

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