Il Tirreno

Sophia, una scultura contro il femminicidio

Sophia, una scultura contro il femminicidio

L’opera realizzata in memoria di Cristina Biagi sarà inaugurata domenica alle 17 in piazza Aranci

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MASSA. Un luogo permanente di riflessione dedicato a tutte le madri, e in memoria di Cristina Biagi e di tutte le vittime di femminicidio. Sono passati quattro anni dalla scomparsa di Cristina Biagi, la donna uccisa dal marito nel 2013 sul lungomare di Marina di Massa. Di quel giorno di quattro anni fa, Alessio Biagi, fratello della vittima, non ha più voluto parlare, né in televisione né sui giornali. Ha deciso invece di mettere tutto il suo impegno nella promozione di un'associazione culturale che, fra le altre cose, lo ha portato nelle scuole a tenere laboratori di scrittura creativa.

«Credo che attraverso l'arte possano crescere persone sensibili, che rifiutano la violenza in tutte le sue forme. L'associazione “Viva” promuove questi ideali attraverso la cultura. In questo caso un'installazione artistica». Sarà dedicata a tutte le madri, alla memoria di Cristina e di tutte le vittime di femminicidio l'opera “Sophia”, realizzata dall'artista laziale Roberto Giansaldi, che verrà inaugurata domenica alle 17 in piazza Aranci. «Nasce con l'idea di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, e intende sottolineare, ora e sempre, il rifiuto totale della città e dei cittadini di ogni forma di offesa o violenza, fisica e psicologica».

La scultura in bronzo bianco verrà posta a lato di una delle panchine della piazza. La base è stata concepita appositamente con una forma a “v”, «per sottolineare quell'impegno irrinunciabile al rispetto della vita, principio basilare dell’associazione». Oltre al logo del Comune di Massa e dell'associazione, è incisa la dedica a tutte le madri e alla memoria di Cristina e delle vittime di femminicidio, mentre su una lastra ai piedi della panchina è stato scolpito un brano tratto dal Talmund, il testo sacro dell'ebraismo. «State molto attenti a non far piangere una donna – cita il testo - poi Dio conta le sue lacrime. La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale. Un po’ più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata».

All'inaugurazione dell'opera, finanziata dalla famiglia Biagi, prenderà parte il sindaco Alessandro Volpi e l'assessore Elena Mosti. «Ho nel cuore questo desiderio – racconta Alessio Biagi - che questa panchina assuma, nella nostra quotidianità, lo stesso significato che ha una bandiera, che diventi un piccolo tempio. Un luogo dedicato alla dolcezza per ogni uomo ed ogni donna, ogni ragazzo ed ogni ragazza, ogni bambino ed ogni bambina di questa città».

Camilla Palagi

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