Il Tirreno

Pestaggi in caserma: si è chiusa l’inchiesta

Altri tre militari rischiano il processo. Intanto le difese hanno venti giorni di tempo per le memorie

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MASSA CARRARA. Chiuse le indagini sui carabinieri della Lunigiana. Le notifiche sono arrivate ieri mattina ai diretti interessati. La novità è che nel fascicolo si sono aggiunti i nomi di tre militari, per episodi (marginali) avvenuti ad Albiano Magra. Quindi il numero degli indagati sale a 27. Le accuse per tutti gli altri restano confermate: la sevizi, su un giovane nord africano, con un pezzo di legno resta l’episodio più crudo avvenuto in una delle due caserme lunigianesi dei carabinieri, quella di Aulla e di Albiano Magra, finite sotto inchiesta per soprusi, pestaggi, violenze sessuali, falsificazioni di atti, intimidazioni. Per questo e per altri numerosi reati, a giugno sono stati arrestati e indagati a piede libero otto carabinieri dell’Arma. Da allora resta in carcere il brigadiere Alessandro Fiorentino, con oltre venti capi di imputazione, considerato il leader della squadra. I suoi colleghi Luca Varone, Gianluca Granata e Ian Nobile, si trovano invece ai domiciliari e altri quattro militari, Emiliano Crielesi, AndreaTellini, Daniele Bacchieri e Simone Angelo Del Polito hanno lasciato la provincia di Massa Carrara, affinché gli fosse impedito l’inquinamento probatorio. Sono stati sospesi dal servizio.

L'inchiesta della Procura di Massa Carrara è nata due anni fa, da una prima denuncia di un cittadino extracomunitario, contro il brigadiere Fiorentino. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto Alessia Iacopini. In seconda battuta si è aggiunto anche il sostituto Marco Mansi. Giubilaro ha firmato lo’avvico di chiusura due giorni fa e ieri mattina sono arrivate le prime notifiche agli indagati. Adesso le difese hanno venti giorni di tempo per presentare le memorie.

«L'adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell'assurdità da parte di chiunque, militari dell'Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell'Arma». Così si era espresso in una nota il procuratore Giubilaro. E aveva poi ribadito: «Le misure hanno colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell'impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell'adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari dell'Arma dei carabinieri della provincia di Massa verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente al sostituto procuratore Iacopini, il più incondizionato e alto apprezzamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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