Attenzione
«Il mio terreno è nell’Aru e per questo dovrò pagare»
La denuncia dell’ex consigliera Silicani: «Con il Regolamento urbanistico dobbiamo sborsare 12mila euro l’anno, a prescindere se costruiremo o meno»
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MASSA. Loredana Silicani, ex consigliera comunale eletta nel 2008 nella lista dell’Udc a Massa, è proprietaria dell’80% dei terreni che insistono sull’Aru (ambito di riqualificazione urbana) numero 4.01. e, sia che quest’ultimo venga realizzato, oppure no, dovrà pagare al Comune circa 12 mila euro l’anno di tasse, perché quei terreni diventeranno edificabili, a prescindere.
La storia dell’Aru 4.01 il Tirreno l’ha già raccontata lo scorso 14 settembre, quando scoprì una “curiosa” osservazione, rigettata dagli uffici, scritta appunto dalla Silicani, titolare di quasi un intero Aru (il numero 4.01 appunto) su cui il Comune pensava di costruire il parco fluviale del Frigido.
«Immaginate la scena- racconta l’ex consigliera-; un giorno ci svegliamo e scopriamo che il Comune vuole buttar giù la nostra casa, per costruire il sottopasso della Ferrovia e il parco del Frigido. In cambio, ma a nostre spese, avremmo potuto però costruire 18 appartamenti, con i prezzi alle stelle fuori dal mercato inseriti in questo Ru, prevedendo anche una quota di edilizia pubblica. Un grande affare no?».
Il progetto, nello specifico, prevedeva la cessione gratuita all'amministrazione di 9.408 metri quadrati di terreno, 18-22 appartamenti da realizzare su 930 mq e residenziale pubblico pari a 70 metri quadrati. Il sottopasso della ferrovia e il parco fluviale del Frigido. Ma Loredana Silicani non ci pensa proprio a cedere il suo terreno per questo “obiettivo strategico”.
«Strategico sì- commenta- ma soltanto per il Comune, non certo per la mia famiglia. Sappiamo che, senza il consenso della maggior parte dei proprietari dei terreni interessati, gli Aru non si realizzeranno- continua la Silicani- perché il sindaco Alessandro Volpi ha già dichiarano la non volontà all’esproprio. Però- continua- abbiamo scoperto che, inseriti nel regolamento urbanistico, all’interno di un Aru, i nostri terreni modificheranno comunque la loro destinazione d’uso, a prescindere se le opere si realizzeranno oppure no».
Sentiti alcuni architetti e tecnici del settore, Loredana Silicani ha scoperto che, per il solo fatto di possedere un terreno inserito nel nuovo Ru, vedrebbe il cambio di destinazione d’uso a residenziale e quindi un pagamento di tasse molto superiore all’attuale: circa 12 mila euro l’anno che l’ex consigliera non intende accollarsi. «Porterò le cartelle in Comune se necessario; le pagheranno i progettisti del Ru». Nella sua condizione ci sarebbero molti altri proprietari di terreni finiti negli Aru del Ru. L’ex consigliera chiede che il suo Aru venga stralciato come quei 26 finiti nell’atto di indirizzo della giunta, perché solo con lo stralcio i proprietari possono star sicuri che non subiranno sorprese.
Manuela D’Angelo
La storia dell’Aru 4.01 il Tirreno l’ha già raccontata lo scorso 14 settembre, quando scoprì una “curiosa” osservazione, rigettata dagli uffici, scritta appunto dalla Silicani, titolare di quasi un intero Aru (il numero 4.01 appunto) su cui il Comune pensava di costruire il parco fluviale del Frigido.
«Immaginate la scena- racconta l’ex consigliera-; un giorno ci svegliamo e scopriamo che il Comune vuole buttar giù la nostra casa, per costruire il sottopasso della Ferrovia e il parco del Frigido. In cambio, ma a nostre spese, avremmo potuto però costruire 18 appartamenti, con i prezzi alle stelle fuori dal mercato inseriti in questo Ru, prevedendo anche una quota di edilizia pubblica. Un grande affare no?».
Il progetto, nello specifico, prevedeva la cessione gratuita all'amministrazione di 9.408 metri quadrati di terreno, 18-22 appartamenti da realizzare su 930 mq e residenziale pubblico pari a 70 metri quadrati. Il sottopasso della ferrovia e il parco fluviale del Frigido. Ma Loredana Silicani non ci pensa proprio a cedere il suo terreno per questo “obiettivo strategico”.
«Strategico sì- commenta- ma soltanto per il Comune, non certo per la mia famiglia. Sappiamo che, senza il consenso della maggior parte dei proprietari dei terreni interessati, gli Aru non si realizzeranno- continua la Silicani- perché il sindaco Alessandro Volpi ha già dichiarano la non volontà all’esproprio. Però- continua- abbiamo scoperto che, inseriti nel regolamento urbanistico, all’interno di un Aru, i nostri terreni modificheranno comunque la loro destinazione d’uso, a prescindere se le opere si realizzeranno oppure no».
Sentiti alcuni architetti e tecnici del settore, Loredana Silicani ha scoperto che, per il solo fatto di possedere un terreno inserito nel nuovo Ru, vedrebbe il cambio di destinazione d’uso a residenziale e quindi un pagamento di tasse molto superiore all’attuale: circa 12 mila euro l’anno che l’ex consigliera non intende accollarsi. «Porterò le cartelle in Comune se necessario; le pagheranno i progettisti del Ru». Nella sua condizione ci sarebbero molti altri proprietari di terreni finiti negli Aru del Ru. L’ex consigliera chiede che il suo Aru venga stralciato come quei 26 finiti nell’atto di indirizzo della giunta, perché solo con lo stralcio i proprietari possono star sicuri che non subiranno sorprese.
Manuela D’Angelo
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