Sicurezza
Bando semideserto 15 parchi restano senza un gestore
di Luca Signorini
In tutto sono 35 in città le aree verdi e i giardini pubblici il Comune ha previsto contributi per 180.000 euro in 3 anni
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MASSA. Trentacinque parchi pubblici in tutto il territorio comunale. Quindici di loro restano senza gestore: se ne occuperà direttamente il Comune oppure verranno affidati con trattativa diretta. Risulta non assegnato il Parco dei Ciliegi dietro il tribunale, in realtà per quell’area è in vigore una proroga all’attuale affittuario. Non ha comunque avuto il successo sperato il bando pubblicato dal municipio per la gestione (lunga tre anni) dei tanti giardini e aree verdi presenti in città. Tra contributi vari, la questione pesa in bilancio 60.000 euro l’anno (180.000 complessivi dunque nell’arco del triennio).
Parchi con punto ristoro. In questo caso i gestori degli spazi pagano al Comune un canone annuale (con rate ogni sei mesi). L’unico non assegnato è il Parco della Rocca (affitto di 2.000 euro). All’associazione Ambiente e Sport è andato il Parco del Magliano (20.000 euro), alla Riviera Apuana il Parco Fondo viale Roma (20.000), a Muraperte il Parco della Rinchiostra (sempre 20.000). Il Parco Brugiano se lo è aggiudicato l’associazione Kakao (20.000 euro di canone), il Parco di Cervara l’omonima associazione (2.000) e il Parco di Ricortola la Cerbaja (2.000). Gli assegnatari, oltre a portare avanti il bar-ristorante, hanno il compito di tenere curata e in decoro l’area e i servizi igienici, sulle loro spalle ci sono compresi anche gli interventi di piccola manutenzione che si renderanno nel tempo necessari.
Parchi senza attività commerciali. Sono la maggior parte: in tutto 27, di cui però ben 16 non ancora assegnati. Qui il Comune - nell’avviso pubblico per “l'affidamento delle attività di socializzazione, animazione e ricreazione” - prevede un contributo ogni dodici mesi (sulle spese sostenute) che varia soprattutto in base alla superficie. Tra quelli con il nuovo gestore ci sono il Parco di Castagnetola, che è andato all’associazione Tris (3.000 euro di contributo), il Parco di Ortola di fronte al cimitero di Mirteto all’Opus Vitis (6.400), il Parco di via Don Minzoni e piazza Castagnola all’omonima associazione (2.600), il Parco Medaglie d’Oro al circolo Arci Benetti (2.700). Poi il Parco di piazza Ronchi al circolo Leonardo (2.300 euro di contributo), il Parco Case Lamaro di viale Roma all’associazione Insieme (1.900) e il Parco di via delle Carrè alla Grande Età (2.500 euro di finanziamento all’anno).
Parchi non assegnati. Il più esteso è di sicuro il Parco dell’ex colonia Ugo Pisa alla Partaccia (140.000 metri quadrati complessivi). Ma ci sono anche quello di Castagnara (il contributo previsto dal Comune è di oltre 4.000 euro), il Parco dei Mirti, di Alteta, i due di San Carlo (via Zonder e all’angolo con via Belvedere), di Pariana, di Borgo del Ponte, il Parco degli Olivi con l’area sgambatura cani e la piazzetta Donatori. E ancora: le aree verdi di piazza Mussi, di piazza Stazione e di via Tamerici, il Parco di via Pontremoli a Bondano, il Parco di via Donne Partigiane in località Poggi, quello dei Quercioli e il Parco di via Isola.
«Per questi giardini pubblici non ha partecipato nessuno al bando, sono spazi considerati non appetibili - spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente, Uilian Berti - anche se nel nuovo Regolamento urbanistico in fase di adozione è stata inserita la possibilità di poter installare un piccolo chiosco e i bagni pubblici dove non è presente il punto ristoro. Il Comune di Massa, nel grande capitolo di spesa che riguarda il verde pubblico, spende all’anno circa 400.000 euro, e naturalmente con questi affidamenti il bilancio ha sicuramente uno sgravio e un alleggerimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Parchi con punto ristoro. In questo caso i gestori degli spazi pagano al Comune un canone annuale (con rate ogni sei mesi). L’unico non assegnato è il Parco della Rocca (affitto di 2.000 euro). All’associazione Ambiente e Sport è andato il Parco del Magliano (20.000 euro), alla Riviera Apuana il Parco Fondo viale Roma (20.000), a Muraperte il Parco della Rinchiostra (sempre 20.000). Il Parco Brugiano se lo è aggiudicato l’associazione Kakao (20.000 euro di canone), il Parco di Cervara l’omonima associazione (2.000) e il Parco di Ricortola la Cerbaja (2.000). Gli assegnatari, oltre a portare avanti il bar-ristorante, hanno il compito di tenere curata e in decoro l’area e i servizi igienici, sulle loro spalle ci sono compresi anche gli interventi di piccola manutenzione che si renderanno nel tempo necessari.
Parchi senza attività commerciali. Sono la maggior parte: in tutto 27, di cui però ben 16 non ancora assegnati. Qui il Comune - nell’avviso pubblico per “l'affidamento delle attività di socializzazione, animazione e ricreazione” - prevede un contributo ogni dodici mesi (sulle spese sostenute) che varia soprattutto in base alla superficie. Tra quelli con il nuovo gestore ci sono il Parco di Castagnetola, che è andato all’associazione Tris (3.000 euro di contributo), il Parco di Ortola di fronte al cimitero di Mirteto all’Opus Vitis (6.400), il Parco di via Don Minzoni e piazza Castagnola all’omonima associazione (2.600), il Parco Medaglie d’Oro al circolo Arci Benetti (2.700). Poi il Parco di piazza Ronchi al circolo Leonardo (2.300 euro di contributo), il Parco Case Lamaro di viale Roma all’associazione Insieme (1.900) e il Parco di via delle Carrè alla Grande Età (2.500 euro di finanziamento all’anno).
Parchi non assegnati. Il più esteso è di sicuro il Parco dell’ex colonia Ugo Pisa alla Partaccia (140.000 metri quadrati complessivi). Ma ci sono anche quello di Castagnara (il contributo previsto dal Comune è di oltre 4.000 euro), il Parco dei Mirti, di Alteta, i due di San Carlo (via Zonder e all’angolo con via Belvedere), di Pariana, di Borgo del Ponte, il Parco degli Olivi con l’area sgambatura cani e la piazzetta Donatori. E ancora: le aree verdi di piazza Mussi, di piazza Stazione e di via Tamerici, il Parco di via Pontremoli a Bondano, il Parco di via Donne Partigiane in località Poggi, quello dei Quercioli e il Parco di via Isola.
«Per questi giardini pubblici non ha partecipato nessuno al bando, sono spazi considerati non appetibili - spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente, Uilian Berti - anche se nel nuovo Regolamento urbanistico in fase di adozione è stata inserita la possibilità di poter installare un piccolo chiosco e i bagni pubblici dove non è presente il punto ristoro. Il Comune di Massa, nel grande capitolo di spesa che riguarda il verde pubblico, spende all’anno circa 400.000 euro, e naturalmente con questi affidamenti il bilancio ha sicuramente uno sgravio e un alleggerimento».
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