Sicurezza
A Vico l’integrazione dei migranti passa dalla tutela dell’ambiente
di Cristiano Borghini
Un progetto realizzato nei mesi estivi ha coinvolto i richiedenti asilo ospiti sul territorio di Bagnone sono state ripulite le strade comunali e i sentieri montani, compresa parte di via del Volto Santo
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BAGNONE. Nei caldi mesi estivi si è dato vita a un progetto che mette al centro la capacità di fare intraprendere un percorso che possa portare ad una maggiore conoscenza dei profughi che trovano rifugio in Lunigiana. “Percorsi di integrazione”, questo il nome del progetto che è stato lanciato nella piccola frazione di Vico, con l’intento futuro di trasportarlo alle altre realtà bagnonesi, grazie al quale sono state pulite le strade comunali e i sentieri montani, ricomprendendo in questo lavoro anche una tratta della Via del Volto Santo.
Un progetto che nasce dalla comunione di intenti tra associazione Matandala, Asbuc (Amministrazione Separata Beni Usi Civici) di Vico, con la partecipazione dello Sprar Lunigiana e l’amministrazione comunale. Il fine ultimo è creare una maggiore conoscenza tra le varie culture, guardando a quelli che sono i punti di contatto e cercando di apprendere dalle differenze, anziché farle diventare un muro. La partecipazione a questo intervento migliorativo e di mantenimento ha portato i ragazzi richiedenti asilo a confrontarsi con quello che è uno dei patrimoni da conservare della Lunigiana, il suo ambiente, facendo sì che possano comprendere e meglio apprezzare le qualità della terra nella quale vengono ospitati dando un piccolo contributo per valorizzarla.
Maria Rita Beccari, consigliere comunale di maggioranza, si è occupata di raccordare questo progetto con l’amministrazione: «Lo scopo principale era creare più integrazione – spiega – e dare un compito a questi ragazzi, occupando parte della loro giornata, accanto alle altre attività che svolgono. Questo ha consentito di recuperare il nostro territorio, adoperandosi sul territorio di Vico. Siamo andati ad agire su quelle arterie di comunicazione sia per i veicoli che per quanto riguarda la sentieristica, riprendendoci quello che abbiamo trascurato in questi anni: l’amore per l’ambiente. Abbiamo cercato di sviluppare tutto nel nome del bene comune, dando un servizio in più al territorio». La comunità di Vico si è stretta intorno ai richiedenti asilo ed è iniziato un percorso di conoscenza che ha portato a un’interazione sempre più costante, segno che quando non si decontestualizza, ma si creano sinergie la convivenza non può che divenire un atto naturale. Soddisfatta di questa esperienza anche Valentina Brucini, coordinatrice di Matandala. «È evidente che questo progetto abbia una continuità nel tempo, che vada a coinvolgere anche altre forze in questa attività. Io immagino che l’anno prossimo si possa estendere, con squadre di lavoro che possano replicare quanto fatto da noi nei mesi estivi ed espandere il raggio d’azione, coinvolgendo anche le altre frazioni in quest’opera manutentiva. Per noi, come associazione, è importante che questo momento sia esteso e diventi un motivo di integrazione e conoscenza da parte di tutti».
Un progetto che nasce dalla comunione di intenti tra associazione Matandala, Asbuc (Amministrazione Separata Beni Usi Civici) di Vico, con la partecipazione dello Sprar Lunigiana e l’amministrazione comunale. Il fine ultimo è creare una maggiore conoscenza tra le varie culture, guardando a quelli che sono i punti di contatto e cercando di apprendere dalle differenze, anziché farle diventare un muro. La partecipazione a questo intervento migliorativo e di mantenimento ha portato i ragazzi richiedenti asilo a confrontarsi con quello che è uno dei patrimoni da conservare della Lunigiana, il suo ambiente, facendo sì che possano comprendere e meglio apprezzare le qualità della terra nella quale vengono ospitati dando un piccolo contributo per valorizzarla.
Maria Rita Beccari, consigliere comunale di maggioranza, si è occupata di raccordare questo progetto con l’amministrazione: «Lo scopo principale era creare più integrazione – spiega – e dare un compito a questi ragazzi, occupando parte della loro giornata, accanto alle altre attività che svolgono. Questo ha consentito di recuperare il nostro territorio, adoperandosi sul territorio di Vico. Siamo andati ad agire su quelle arterie di comunicazione sia per i veicoli che per quanto riguarda la sentieristica, riprendendoci quello che abbiamo trascurato in questi anni: l’amore per l’ambiente. Abbiamo cercato di sviluppare tutto nel nome del bene comune, dando un servizio in più al territorio». La comunità di Vico si è stretta intorno ai richiedenti asilo ed è iniziato un percorso di conoscenza che ha portato a un’interazione sempre più costante, segno che quando non si decontestualizza, ma si creano sinergie la convivenza non può che divenire un atto naturale. Soddisfatta di questa esperienza anche Valentina Brucini, coordinatrice di Matandala. «È evidente che questo progetto abbia una continuità nel tempo, che vada a coinvolgere anche altre forze in questa attività. Io immagino che l’anno prossimo si possa estendere, con squadre di lavoro che possano replicare quanto fatto da noi nei mesi estivi ed espandere il raggio d’azione, coinvolgendo anche le altre frazioni in quest’opera manutentiva. Per noi, come associazione, è importante che questo momento sia esteso e diventi un motivo di integrazione e conoscenza da parte di tutti».
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