Il Tirreno

«Non c’è stata reazione doverosa»

La lettera a Santucci dei parrocchiani: «Ci uniamo allo sgomento dei nostri pastori»

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MASSA. Una lettera con firmatari da Nazzano, Pontremoli, Fossone, Quercioli, Massa. La firmano i parrocchiani e la indirizzano a Sua Eccellenza Reverendissima Giovanni Santucci. Ed è una richiesta di “aiuto” al vescovo oltre che la condivisione di una forte perplessità nella gestione del caso di don Luca Morini.

Così iniziano: «Come laici e laiche impegnati in varie attività pastorali in questa nostra diocesi di Massa Carrara - Pontremoli sentiamo la viva esigenza di rivolgerci a lei, Vescovo Giovanni, come dei figli, smarriti, si rivolgono ad un padre ed in questo momento un padre in difficoltà».

Si chiede di scavare nel passato e non lasciare che siano soltanto i giornali a farlo. «L'amore che ci lega alla nostra diocesi non ci lascia indifferenti di fronte alle notizie che i Media stanno divulgando. La consapevolezza che la nostra Chiesa stia affrontando il suo passato e valutando le sue responsabilità ci addolora ma, nello stesso tempo, ci sentiamo chiamati a farci un serio esame di coscienza. Dobbiamo comprendere come è potuto succedere tutto questo. Pertanto auspichiamo che tutte le comunità alle quali apparteniamo si sentano in qualche modo coinvolte».

Poi la bacchettata: «Abbiamo la sensazione che alla gravità della situazione non sia seguita una doverosa presa di posizione, in modo particolare nei confronti delle persone che hanno sofferto e soffrono tutt'ora, lasciando aperte delle ferite che, nel tempo, non si sono rimarginate. A queste persone va il nostro pensiero, la nostra vicinanza e la nostra preghiera. La nostra preoccupazione è rivolta anche ai nostri pastori che, giornalmente, si spendono per gli ultimi di questa nostra diocesi. Ci uniamo al loro sgomento nel vedere gettare una ombra sulle loro opere di carità». E concludono auspicandosi «che le festività di San Francesco servano a riconvocare la comunità tutta in modo che ancora una volta il santo ponga le sue mani all'opera per "ricostruire la sua Chiesa"». Le parole del cardinale Pietro Parolin, ieri durante l’omelia, hanno risposto in parte a questi dubbi. Ma per diradare la nebbia servirà qualcosa in più.

Libero Red Dolce

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