Sicurezza
La città invasa per la fiera: e ci sono anche gli asinelli
di Luca Signorini
Folla in centro per il giorno di San Francesco d’Assisi tra i tanti prodotti anche il mercato di Campagna Amica
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MASSA. Tra i tanti banchi (in tutto 126) della tradizionale fiera nel giorno di San Francesco d’Assisi, patrono della città, spiccano quelli di colore giallo. I baracchini del mercato Campagna Amica di Coldiretti, in piazza Matteotti. Prodotti tipici di questa terra. Un trattore parcheggiato tra le sterpaglie. E gli animali.
Asinelli docili montano bambini uno dietro l’altro. I pargoli si mettono il caschetto, lo chiamano battesimo della sella. All’associazione I cavalieri delle Apuane, sede a Montignoso, di ciuchi ne hanno una ventina. Sono attrazioni alle feste paesane e alla rievocazioni storiche, ma anche per i compleanni. Vengono utilizzati per escursioni e trekking, sentieri impervi, per esempio nei tour in cava. «Questo è un animale razionale e sicuro, che capisce all’istante dov’è il pericolo, è ideale per i bambini», spiegano Gianni e Davide Della Bona. Asini da fatica dunque: una volta c’era da ristrutturare una marginetta a Stazzema, nessun mezzo a motore poteva farcela ad arrivare lassù, in quel punto, e allora un somaro si sobbarcò l’onere di caricarsi sulla groppa sacchi di calcina e cemento. E fece pure il sentiero diverse volte.
Poi il cibo. In un gabbione c’è una mucca, ci sono pecore (di pura razza massese) e capre. L’azienda agricola Paolini è tra le più grandi in provincia, tra Avenza e una fattoria a Caniparola. Produce in media 20 chili al giorno tra formaggio e ricotta, anche yoghurt, e pure ortaggi di stagione. In tutto pascolano 500 pecore e una ventina di capre, e 15 maiali. I terreni a disposizione sono esteti un’ottantina di ettari. «Purtroppo l’annata è stata brutta a causa della prolungata siccità, che è durata 2-3 mesi - dice Dario Paolini - e poi aspettiamo ancora dei risarcimenti dall’alluvione del 2013, che alla nostra attività provocò 200.000 euro di danni. Nessuno ci ha mai dato una mano». Paolini è tra l’altro il promotore e presidente del Consorzio pecora massese, fondato oltre dieci anni fa per valorizzare questa specie (dal mantello nero e dalle corna anche sulle femmine) che oggi conta circa 60.000 capi. Grazie al lavoro del Consorzio i pastori ricevono 30 euro all’anno dall’Unione Europea per ogni pecora in loro possesso.
Di produttori in piazza Matteotti ce ne sono una trentina: dal miele alle confetture, dalla pasta ai vini del Candia dei Colli Apuani Doc, i cosmetici a base di bava di lumaca e l’abbigliamento naturale realizzato con la lana della pecora di Zeri. Tanti altri prodotti, e tanti altri animali (uccellini, galline, conigli). Ciò che offre la nostra terra.
Asinelli docili montano bambini uno dietro l’altro. I pargoli si mettono il caschetto, lo chiamano battesimo della sella. All’associazione I cavalieri delle Apuane, sede a Montignoso, di ciuchi ne hanno una ventina. Sono attrazioni alle feste paesane e alla rievocazioni storiche, ma anche per i compleanni. Vengono utilizzati per escursioni e trekking, sentieri impervi, per esempio nei tour in cava. «Questo è un animale razionale e sicuro, che capisce all’istante dov’è il pericolo, è ideale per i bambini», spiegano Gianni e Davide Della Bona. Asini da fatica dunque: una volta c’era da ristrutturare una marginetta a Stazzema, nessun mezzo a motore poteva farcela ad arrivare lassù, in quel punto, e allora un somaro si sobbarcò l’onere di caricarsi sulla groppa sacchi di calcina e cemento. E fece pure il sentiero diverse volte.
Poi il cibo. In un gabbione c’è una mucca, ci sono pecore (di pura razza massese) e capre. L’azienda agricola Paolini è tra le più grandi in provincia, tra Avenza e una fattoria a Caniparola. Produce in media 20 chili al giorno tra formaggio e ricotta, anche yoghurt, e pure ortaggi di stagione. In tutto pascolano 500 pecore e una ventina di capre, e 15 maiali. I terreni a disposizione sono esteti un’ottantina di ettari. «Purtroppo l’annata è stata brutta a causa della prolungata siccità, che è durata 2-3 mesi - dice Dario Paolini - e poi aspettiamo ancora dei risarcimenti dall’alluvione del 2013, che alla nostra attività provocò 200.000 euro di danni. Nessuno ci ha mai dato una mano». Paolini è tra l’altro il promotore e presidente del Consorzio pecora massese, fondato oltre dieci anni fa per valorizzare questa specie (dal mantello nero e dalle corna anche sulle femmine) che oggi conta circa 60.000 capi. Grazie al lavoro del Consorzio i pastori ricevono 30 euro all’anno dall’Unione Europea per ogni pecora in loro possesso.
Di produttori in piazza Matteotti ce ne sono una trentina: dal miele alle confetture, dalla pasta ai vini del Candia dei Colli Apuani Doc, i cosmetici a base di bava di lumaca e l’abbigliamento naturale realizzato con la lana della pecora di Zeri. Tanti altri prodotti, e tanti altri animali (uccellini, galline, conigli). Ciò che offre la nostra terra.
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