Sicurezza
Inseguimenti in auto, violenze e minacce: in carcere 39enne
di Luca Signorini
Misura cautelare del Gip di Massa nei confronti di Marco Ramaglini, residente a La Spezia vittime anche cinque parenti. I reati contestati commessi nei mesi scorsi in vari comuni
2 MINUTI DI LETTURA
FOSDINOVO. Atti persecutori, violazione di domicilio, violenza privata, danneggiamento seguito da incendio e furto. Vari indizi di colpevolezza per questi reati a carico di Marco Ramaglini, 39 anni, di La Spezia, raggiunto da una misura cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa, dottor Ermanno De Mattia. Vittime cinque parenti dell’indagato, colpevoli - come scrive il gip - «di aver cercato più volte di convincerlo a disintossicarsi dall’uso di stupefacenti». Molti gli episodi avvenuti a Fosdinovo, e altri due a Massa ai danni di persone non coinvolte in prima persona nella vicenda.
La spirale di violenza, moleste e minacce si consuma tra il maggio e il settembre di quest’anno. Ramaglini, nei confronti di due congiunti, teneva un comportamento «in modo da cagionar loro un perdurante e grave stato di ansia e di paura». Dai pugni al viso ai calci nelle gambe (provocando in un caso anche un ricovero con dieci giorni di prognosi), poi minacce varie come «se ritorni prendo il coltello», effrazioni (con rottura di porte e finestre) nella casa delle due donne, ma anche almeno due inseguimenti in auto con vari speronamenti, che costringevano la parente perseguitata a manovre azzardate e a cambiare strada, per rivolgersi in seguito ai carabinieri.
Altri congiunti e altre violenze, anche queste accadute a Fosdinovo. Ramaglini avrebbe infatti appiccano il fuoco - intorno alle 6 del mattino - a due autovetture, servendosi di una tanica di benzina acquistata poco prima, incendio che è poi andato a danneggiare anche parte della villetta in cui risiedono le vittime (impianto elettrico, corrimano delle scale, vetrata). L’uomo avrebbe anche minacciato di morte in più occasioni gli stessi parenti.
E non è finita. Altri due fatticontestati al 39enne spezzino si sono verificati a Massa. Il primo nel parcheggio del negozio Moto Nois, dove l’uomo avrebbe tentato di rubare un’auto lasciata in sosta con il motore acceso, non riuscendovi per l’intervento del passeggero della vettura che, togliendo le chiavi dal quadro, sarebbe riuscito a mettere in fuga il ladro. Più o meno stessa dinamica per il secondo fatto, questa volta avvenuto nel piazzale del centro commerciale Mare Monti di Massa: anche in questo caso Ramaglini avrebbe tentato di impossessarsi di un’autovettura sottraendola al proprietario, che si era allontanato di pochi metri lasciando il mezzo con le chiavi nel quadro e il motore acceso. L’uomo, seduto al posto di guida, non sarebbe riuscito però a partire, fuggendo subito incalzato dalle urla del proprietario dell’automobile.
Una serie infinita dunque di episodi contestati che hanno portato il giudice a credere nella possibilità di reiterazione del reato o del pericolo di fuga, e a disporre dunque della misura cautelare in carcere in attesa del processo.
La spirale di violenza, moleste e minacce si consuma tra il maggio e il settembre di quest’anno. Ramaglini, nei confronti di due congiunti, teneva un comportamento «in modo da cagionar loro un perdurante e grave stato di ansia e di paura». Dai pugni al viso ai calci nelle gambe (provocando in un caso anche un ricovero con dieci giorni di prognosi), poi minacce varie come «se ritorni prendo il coltello», effrazioni (con rottura di porte e finestre) nella casa delle due donne, ma anche almeno due inseguimenti in auto con vari speronamenti, che costringevano la parente perseguitata a manovre azzardate e a cambiare strada, per rivolgersi in seguito ai carabinieri.
Altri congiunti e altre violenze, anche queste accadute a Fosdinovo. Ramaglini avrebbe infatti appiccano il fuoco - intorno alle 6 del mattino - a due autovetture, servendosi di una tanica di benzina acquistata poco prima, incendio che è poi andato a danneggiare anche parte della villetta in cui risiedono le vittime (impianto elettrico, corrimano delle scale, vetrata). L’uomo avrebbe anche minacciato di morte in più occasioni gli stessi parenti.
E non è finita. Altri due fatticontestati al 39enne spezzino si sono verificati a Massa. Il primo nel parcheggio del negozio Moto Nois, dove l’uomo avrebbe tentato di rubare un’auto lasciata in sosta con il motore acceso, non riuscendovi per l’intervento del passeggero della vettura che, togliendo le chiavi dal quadro, sarebbe riuscito a mettere in fuga il ladro. Più o meno stessa dinamica per il secondo fatto, questa volta avvenuto nel piazzale del centro commerciale Mare Monti di Massa: anche in questo caso Ramaglini avrebbe tentato di impossessarsi di un’autovettura sottraendola al proprietario, che si era allontanato di pochi metri lasciando il mezzo con le chiavi nel quadro e il motore acceso. L’uomo, seduto al posto di guida, non sarebbe riuscito però a partire, fuggendo subito incalzato dalle urla del proprietario dell’automobile.
Una serie infinita dunque di episodi contestati che hanno portato il giudice a credere nella possibilità di reiterazione del reato o del pericolo di fuga, e a disporre dunque della misura cautelare in carcere in attesa del processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
