Il Tirreno

Il cacciatore ai domiciliari con il braccialetto elettronico

Il cacciatore ai domiciliari con il braccialetto elettronico

Migliorano le condizioni del marocchino coinvolto nella lite che si è scatenata domenica mattina, al vaglio degli inquirenti l'ipotesi dello sparo accidentale

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CASTELNUOVO MAGRA. Il gip ha convalidato l’arresto di Daniele Rustighi, il cacciatore di 59 anni accusato di tentato omicidio per aver sparato contro Jamaal Madbouhi, marocchino di 47 anni, al culmine di una lite avvenuta in un campo nel comune di Castelnuovo Magra. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari con l’ausilio del braccialetto elettronico. Intanto le condizioni del ferito migliorano, anche se lentamente.

Il cacciatore - difeso dagli avvocati Alessandro Silvestri e Andrea Corradino - ieri mattina ha risposto a tutte le domande del gip, ricostruendo l’accaduto in maniera dettagliata, chiarendo alcuni punti della sua prima versione - resa al pubblico ministero Maurizio Caporuscio - che erano rimasti piuttosto oscuri. Domenica mattina Rustighi è uscito di casa intorno alle nove per andare a caccia. Con lui c’era il suo cane. Arrivato nel terreno si è addentrato in un campo di grano e con l’aiuto del suo bracco ha tentato di stanare alcune specie di uccelli che era sicuro si nascondessero tra le pannocchie. Il cane ha iniziato a correre e a fare il suo dovere. A un certo punto però il cinquantanovenne lo ha sentito guaire: ha cercato di rintracciarlo e ha visto che era in balia di altri due cani. Per allontanarli Rustighi ha sparato un colpo, proprio vicino alla casa di Jamaal.

Lo sparo ha fatto infuriare il marocchino che è uscito a chiedere spiegazioni, dato che il bossolo secondo lui era caduto vicino al giardino dove giocavano i figli. Gli animi si sono scaldati e siccome il cacciatore stava soccombendo ha preso il fucile a mo’ di scudo e se lo è messo davanti. Lo straniero ha continuato a strattonarlo, fino a che l’arma non è cascata in terra ed è partito lo sparo che ha ferito il quarantasettenne all’addome. Una versione che dovrà essere confermata dai consulenti e che comunque viene smentita dai testimoni che hanno assistito alla scena. Il giudice comunque ha deciso per i domiciliari e il braccialetto elettronico, mentre l’indagine nel nucleo operativo dei carabinieri di Sarzana prosegue.

Al Noa i parenti di Madbouhi continuano ad aspettare buone notizie da parte dei medici. La prognosi resta riservata ma Jamaal sta migliorando. L’operazione gli ha salvato letteralmente la vita. L’uomo è stato fortunato perché i soccorsi sono stati tempestivi: prima è arrivata un’ambulanza e il medico lo ha stabilizzato, poi l’elicottero lo ha trasportato al Noa, dove era già stata allestita la sala operatoria. I chirurghi hanno effettuato un delicato intervento e hanno fatto il miracolo.

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