Il Tirreno

Cisl: troppa politica nella vertenza Rational

Ancora scontro fra sindacati. Pitanti: alla BCube “purghe” soltanto per chi è iscritto alla Fiom

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MASSA. Sembra fatta apposta per dare fiato ai critici del sindacato – vedi le recenti dichiarazioni del candidato premier in pectore del Movimenmto 5 Stelle Luigi Di Maio – la polemica che vede in queste settimane scontrarsi la Fiom Cgil da una parte e la Fim Cisl (più la Uilm sul caso BCube)dall’altra.

Due i punti di attrito fra le sigle ex confederali: il futuro della Rational e la questione B-Cube, due vertenze in cui i lavoratori rischiano il posto (alla Rational lo hanno già preso) e in cui i sindacati litigano per ragioni senz’altro importanti ma incomprensibili ai più.

Sulla Rational oggetto principale dello scontro è la cooperativa che la Fiom vorrebbe fare decollare per dare un futuro ai lavoratori, aprendo una lavanderia industriale. Andrea Figaia (segretario Cisl) e Michele Folloni (segretario Fim), dicono in proposito: «Chi ha detto che la Cisl e la Fim sono contro la nascita di una cooperativa dei lavoratori? È ancora legittimo dire ciò che si pensa di una vertenza anche se non è in linea con i "grandi manovratori"? Ribadiamo: se nasce una cooperativa, perché farla nascere non è poi complicato, basta un buon consulente, ma senza garantirle un minimo di futuro, per quanto ci riguarda sarà solo una passerella elettorale e una vetrina per qualche "portatore sano di solidarietà". Il tempo è galantuomo e probabilmente basterà aspettare le liste dei candidati alle prossime elezioni massesi per scoprire il "giochino"».

Cisl e Fim accusano poi la Fiom di non avere voluto condividere un percorso comune traFim, Fiom, Uilm e curatore fallimentare, «che avrebbe permesso di dare un minimo di continuità alla Rational e non disperdere la sua natura industriale. Perché non è stata accettata questa sfida, virando invece verso una poco probabile lavanderia industriale? Chi ha remato contro?»

Figaia e Folloni, spostano quindi la critica su un piano politico: «I politici che oggi gonfiano il petto dov' erano quando gli abbiamo chiesto di intervenire, perché la Iglom non rispettava gli accordi? a partire dal Presidente della Regione Rossi il quale come ultima risposta ci ha detto: "ma cosa ci posso fare, mica posso litigare con l'imprenditore". Ma dov'erano quando ci hanno detto che Massa Carrara non è stata riconosciuta come area di crisi complessa (Livorno e Piombino sì) ma solo semplice? Compaiono, a sostegno, compagni di strada riassumibili in gruppi politici della sinistra o addirittura sindacalmente ad essa opposti; questo conferma l'equilibrio delle nostre idee rispetto ad un modo di gestire le vertenze che noi non condividiamo, perchè l'esperienza insegna che vertenze troppo impregnate di politica partitica, perdono di vista, paradossalmente, l'obiettivo di tutelare i lavoratori».

Sull’altro fronte, c’è un intervento di Giovacchino Pitanti, Fiom: «Non può non balzare agli occhi – accusa – l’acredine nei confronti dei lavoratori da parte di un sindacato, la Cisl, che per voce dei massimi dirigenti locali distrugge il lavoro degli altri alla Rational bollandolo come una vertenza elettorale e, insieme alla Uilm, acconsente l'allontanamento di un delegato in una ditta (la BCube) dentro al Pignone, come richiesto dal padrone. Alla luce di tutto questo sorgono alcune riflessioni: perchè la Cisl non ha preso parte alla lotta Rational? Perchè', sempre la Cisl, ha fatto capolino alla Rational soltanto quando si è ventilata un ipotesi di impiego del fondo di rotazione che la Regione toscana aveva stanziato per la vertenza Eaton?»

Sul problema della delegata della BCube, ditta dell’indotto del Pignone, Pitanti argomenta: «Perchè le purghe riguardano solo delegati e iscritti Fiom? Vien da pensare che quei delegati e iscritti pagano una appartenenza e non un problema lavorativo, altrimenti non si spiega il perchè loro e non altri, siano interessati al relegamento in un ramo d'azienda guarda caso controllato al 100% dall'azienda madre stessa. Questi metodi sembrano nuovi ma fanno parte di un retaggio che viene dal passato, i famosi reparti confino messi in atto da Valletta alla Fiat per annullare la voce dei delegati Fiom a Mirafiori. E veniva avallata, questa pratica, dai cosiddetti sindacati gialli, creati ad hoc dalla fiat per dividere i lavoratori altrimenti uniti a contrasto delle condizioni di lavoro opprimenti. Al Pignone i sindacati gialli sulla carta non ci sono ma le porcate passano lo stesso».



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