Sicurezza
Tenta il suicidio, salvato dai carabinieri
Il giovane voleva buttarsi giù da una palazzina. Soffre di depressione. Decisivi agenti e militari
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MASSA. Era in cura al centro di igiene mentale per alcuni disturbi causati da un forte stato depressivo. Ieri mattina è riuscito a far perdere le sue tracce fino a che non ha raggiunto una palazzina ed è salito sul tetto. Minacciando di buttarsi di sotto. Anzi ha iniziato a minacciare di volersi togliere la vita quando un residente lo ha visto sporgersi nel vuoto. Gli ha urlato di stare fermo e il giovane gli ha obbedito. Anche se non è sceso e ha continuato a giocare pericolosamente con il vuoto. A quel punto è partita la richiesta di aiuto alle forze dell’ordine e polizia e carabinieri sono intervenuti.
Il ragazzo aveva scelto una casa che non era la sua perché non abitava in quella zona. Probabilmente mentre stava girovagando senza meta ha deciso all’improvviso di salire sul tetto della palazzina. E da lì voleva buttarsi di sotto. Un agente e un carabinieri sono saliti anche loro sul tetto e hanno iniziato a farlo parlare. E lui si è sfogato, ha detto di non poterne più delle cure e di essere un problema per la sua famiglia. Agente e militare sono stati bravi a farlo parlare, poi uno dei due gli ha chiesto se poteva avvicinarsi e lui piano piano si è convinto. Una volta accanto lo ha abbracciato. È arrivato anche l’altro e gli ha chiesto di alzarsi e di seguirli. In quel momento entrambi avevano paura di un gesto improvviso del giovane e così sono stati momenti di altissima tensione, che però si sono conclusi con un sospiro di sollievo quando l’emergenza è rientrata.
L’aspirante suicida è stato portato nell’ambulanza del 118 che era sopraggiunta da pochi minuti: il ragazzo è salito senza protestare e si è sottoposto alle cure del caso. Era in fortissimo stato di agitazione così il medico ha deciso che era meglio sedarlo. Poi è stato portato in ospedale. È stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio. E quindi nonostante fosse uscito da tempo è stato ricoverato al centro di igiene mentale. Anche perché il timore è che in questa fase possa decidere di ripetere il gesto. Come ha detto prima che il medico gli somministrasse il sedativo. Le forze dell’ordine sono state ringraziate dai familiari del giovane.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il ragazzo aveva scelto una casa che non era la sua perché non abitava in quella zona. Probabilmente mentre stava girovagando senza meta ha deciso all’improvviso di salire sul tetto della palazzina. E da lì voleva buttarsi di sotto. Un agente e un carabinieri sono saliti anche loro sul tetto e hanno iniziato a farlo parlare. E lui si è sfogato, ha detto di non poterne più delle cure e di essere un problema per la sua famiglia. Agente e militare sono stati bravi a farlo parlare, poi uno dei due gli ha chiesto se poteva avvicinarsi e lui piano piano si è convinto. Una volta accanto lo ha abbracciato. È arrivato anche l’altro e gli ha chiesto di alzarsi e di seguirli. In quel momento entrambi avevano paura di un gesto improvviso del giovane e così sono stati momenti di altissima tensione, che però si sono conclusi con un sospiro di sollievo quando l’emergenza è rientrata.
L’aspirante suicida è stato portato nell’ambulanza del 118 che era sopraggiunta da pochi minuti: il ragazzo è salito senza protestare e si è sottoposto alle cure del caso. Era in fortissimo stato di agitazione così il medico ha deciso che era meglio sedarlo. Poi è stato portato in ospedale. È stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio. E quindi nonostante fosse uscito da tempo è stato ricoverato al centro di igiene mentale. Anche perché il timore è che in questa fase possa decidere di ripetere il gesto. Come ha detto prima che il medico gli somministrasse il sedativo. Le forze dell’ordine sono state ringraziate dai familiari del giovane.
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