Il Tirreno

Premi su coraggio e amore al “S. Francesco e Chiara”

di Benedetta Bianchi
Premi su coraggio e amore al “S. Francesco e Chiara”

Cerimonia ieri a palazzo Ducale, a venticinque anni dalla prima edizione Assente il direttore d’orchestra Baremboin ma ha promesso che verrà a Massa

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MASSA. La comunicazione, l’amore, il sentirsi parte di un popolo sono gli obiettivi del premio internazionale per il dialogo fra i popoli e loro culture «San Francesco e Chiara d’Assisi» ideato venticinque anni fa da Maria Luisa Drago; nel tempo ha consegnato riconoscimenti a figure di tutto il mondo che contribuiscono ad altissimo livello ai rapporti armonici degli esseri umani favorendo una convivenza basata sui valori etici.

Nomi eccellenti sono stati scelti anche in questa edizione la cui cerimonia si è tenuta ieri a Palazzo Ducale: l’arcivescovo Felice Accrocca studioso del francescanesimo medievale, Daniel Baremboim direttore musicale argentino-israeliano-palestinese, Gianna Jessen avvocato per la vita, il sacerdote leccese Antonio Coluccia e la Dominus Production che diffonde i valori del Vangelo attraverso il cinema.

Assenti i primi tre, anche se il maestro Baremboim ha promesso di ritirare personalmente il premio nei prossimi giorni, mentre è stata l’avvocato massese Sofia Stagi a prendere in consegna la targa di Gianna Jessen, «la bambina di Dio» sopravvissuta ad un aborto con una soluzione salina ed oggi quarantenne attivista antiabortista.

La sua storia ha toccato molti, prima tra tutti Federica Picchi premiata come fondatrice di Dominus Production, casa cinematografica fiorentina il cui scopo è distribuire opere di alto valore artistico e culturale con un profondo contenuto etico: «Parliamo di pace e valori straordinari, ma a cosa serve se non proteggiamo i bambini e chi vive in situazioni dolorose? Io giravo il mondo, ero ambiziosa, ma vuota finché non ho trovato la fede; se Cristo non è al centro del dialogo tutto è perduto».

Ha invece dedicato il suo premio ad una mamma coraggio, capace di denunciare otto camorristi per amore del figlio finito in un brutto giro, Antonio Coluccia che da operaio è diventato un prete sotto scorta. In molti hanno voluto sottolineare la bontà della manifestazione dedicata a San Francesco e Santa Chiara, due figure simbolo della religione cristiana. Presenti il vescovo emerito Eugenio Binini, il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, l’assessore del comune di Massa Silvana Sdoga, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, Maria Grazia Passani presidente club Unesco Carrara dei Marmi, Giuseppe Benelli presidente dell’accademia di scienze Giovanni Capellini. Il vescovo della diocesi apuana, monsignor Giovanni Santucci ha inviato un messaggio di ringraziamento personale a Maria Luisa Drago per «lo stile di vita che ha messo in atto negli ultimi anni utile a costruire la convivenza».

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