La manifestazione
Gaia, il Comitato torna a “Mi manda Raitre”
Baldi: «Non solo non si può bere, ma così rovinano anche gli elettrodomestici» Il caro bollette finisce di nuovo nel mirino. Il dg della società replica alle accuse
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA . Si parla di acqua, di bollette alte, di potabilità a «Mi manda Rai Tre» dove ospite è, ancora una volta, Alfonso Baldi del comitato Acqua alla gola di Massa: porta con sé e la mostra a tutta Italia una bottiglia di acqua marrone che esce regolarmente dai rubinetti delle case del comune di Massarosa e spiega le problematiche di altri comuni, ovvero il tallio nelle tubazioni di Pietrasanta o il divieto di balneazione in quattro punti del litorale di Massa a causa della depurazione. «L'acqua non solo non si può bere o utilizzare, ma rovina anche gli elettrodomestici; nel frattempo i costi di Gaia sono aumentati» lamenta Baldi portando ad esempio anche alcune bollette: a un'utenza per 99 euro complessivi ne risultano 7,71 di consumo effettivo di acqua e 91,29 euro di costi aggiuntivi. O ancora: 356 euro totali di bolletta di cui 144,37 di consumo di acqua e 211,63 di costi aggiuntivi di cui fanno parte una quota fissa per sostenere i costi delle infrastrutture da parte del gestore, fognatura, depurazione ed altri addebiti/accrediti.
In collegamento, Paolo Peruzzi direttore generale di Gaia spa spiega: «Tutti noi cittadini prendiamo l'acqua che poi finisce nelle fogne e negli impianti di depurazione ed è il motivo per cui il costo del servizio comprende anche la raccolta degli scarichi e il loro trattamento. Quando vediamo costi minimi è perché vengono applicate tariffe agevolate per il basso consumo». Eppure esistono Comuni in cui l'acqua viene fornita quasi a costo zero riducendolo del 70 per cento: è il caso di Riace, in Calabria, dove con un investimento di 30 mila euro il sindaco ha trovato una sorgente e costruito un pozzo con cui distribuisce acqua gratuita per le fasce di utenze che annualmente consumano da 0 a 80 mila litri. Le dichiarazioni di Peruzzi non hanno convinto il rappresentante di Acqua alla gola che oggi replica: «Ha parlato di fascia agevolata, mentre la fognatura e la depurazione sono a costo fisso e allora che agevolazione abbiamo? Ha riferito di acqua sporca solo in alcune zone dimenticando che quei punti servono migliaia di utenti. Come sempre Gaia si arrampica sugli specchi dicendo delle mezze verità. È ora che gli amministratori locali si circondino di persone che lavorano per le utenze e non per i politici». Poi una frecciata di Baldi: «L'acqua non è solo sporca, diverse analisi confermano la presenza di metalli pericolosi per la salute a Pietrasanta. Come mai gli enti fanno verifiche e non li trovano, ma se le eseguono i cittadini sì? C'è evidentemente qualcosa che non va».
Benedetta Bianchi
In collegamento, Paolo Peruzzi direttore generale di Gaia spa spiega: «Tutti noi cittadini prendiamo l'acqua che poi finisce nelle fogne e negli impianti di depurazione ed è il motivo per cui il costo del servizio comprende anche la raccolta degli scarichi e il loro trattamento. Quando vediamo costi minimi è perché vengono applicate tariffe agevolate per il basso consumo». Eppure esistono Comuni in cui l'acqua viene fornita quasi a costo zero riducendolo del 70 per cento: è il caso di Riace, in Calabria, dove con un investimento di 30 mila euro il sindaco ha trovato una sorgente e costruito un pozzo con cui distribuisce acqua gratuita per le fasce di utenze che annualmente consumano da 0 a 80 mila litri. Le dichiarazioni di Peruzzi non hanno convinto il rappresentante di Acqua alla gola che oggi replica: «Ha parlato di fascia agevolata, mentre la fognatura e la depurazione sono a costo fisso e allora che agevolazione abbiamo? Ha riferito di acqua sporca solo in alcune zone dimenticando che quei punti servono migliaia di utenti. Come sempre Gaia si arrampica sugli specchi dicendo delle mezze verità. È ora che gli amministratori locali si circondino di persone che lavorano per le utenze e non per i politici». Poi una frecciata di Baldi: «L'acqua non è solo sporca, diverse analisi confermano la presenza di metalli pericolosi per la salute a Pietrasanta. Come mai gli enti fanno verifiche e non li trovano, ma se le eseguono i cittadini sì? C'è evidentemente qualcosa che non va».
Benedetta Bianchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
