Attenzione
«Sbagliato sopprimere Marmotec»
La Cgil: la fiera del marmo andava ripensata. Così soffriranno le piccole imprese
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Fiera del marmo “si” fiera del marmo “no”. Noi siamo contrari alla soppressione di questo evento». Lo sostiene in una nota la Cgil.
«Certo che non possiamo dare responsabilità a chi amministra oggi la città, però ci sentiamo di dire che la politica che fino a ieri ha gestito la città e la Fiera ha molte responsabilità. Non possiamo dimenticare che le responsabilità in questo caso la politica le ha divise con gli imprenditori visto che la presidenza è in quota alle associazioni imprenditoriali – prosegue la nota del sindacato – Che Verona fosse la fiera più importante non solo in Italia è scontato da anni ma che la Fiera di Carrara avesse la sua dignità è un dato di fatto. È altrettanto vero che forse andava rivista, modificata, migliorata certamente ma non cancellata. Negli anni parlando con gli imprenditori abbiamo avuto scambi di opinioni, qualcuna aveva proposto uno show room permanente presso la fiera oppure una fiera del bianco oltre alle macchine. Probabilmente nel tempo la fiera ha incontrato difficoltà per la radicale modifica dell’economia del marmo sul territorio. Da lavorazione intensiva anche di granito, ad oggi che il granito è sparito a lavorazione di bianco ma non in quelle quantità e modalità».
«Perciò diciamo si a un nuovo modo di fare la fiera ma no alla soppressione ed è inutile che diciamo che viene sostituita con l’evento in città che è tutta un’altra cosa– prosegue il sindacato – Se dalla cancellazione della fiera le imprese più grandi non né risentiranno, perché hanno altri canali per la promozione e non hanno bisogno della fiera per la promozione, hanno i loro show room e canali preferenziali, lo stesso non sarà per le piccole e medie imprese che avevano questa fiera come modo di promozione. Inoltre la IMM come struttura continuerà a reggere oppure sarà destinata alla chiusura e ad una trasformazione degli scopi previsti quando nacque? »
«Un’altra domanda che ci facciamo è che fine ha fatto il laboratorio tecnologico– continua la Cgil – Crediamo di aver reso l’idea di come la pensiamo e vogliamo finire dicendo che anche nel metodo c’è stata poca delicatezza, si decreta la fine di anni di storia e la comunicazione dove si fa? Si fa a Verona. Forse sarebbe stato il caso di concordarla quanto meno sul territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Certo che non possiamo dare responsabilità a chi amministra oggi la città, però ci sentiamo di dire che la politica che fino a ieri ha gestito la città e la Fiera ha molte responsabilità. Non possiamo dimenticare che le responsabilità in questo caso la politica le ha divise con gli imprenditori visto che la presidenza è in quota alle associazioni imprenditoriali – prosegue la nota del sindacato – Che Verona fosse la fiera più importante non solo in Italia è scontato da anni ma che la Fiera di Carrara avesse la sua dignità è un dato di fatto. È altrettanto vero che forse andava rivista, modificata, migliorata certamente ma non cancellata. Negli anni parlando con gli imprenditori abbiamo avuto scambi di opinioni, qualcuna aveva proposto uno show room permanente presso la fiera oppure una fiera del bianco oltre alle macchine. Probabilmente nel tempo la fiera ha incontrato difficoltà per la radicale modifica dell’economia del marmo sul territorio. Da lavorazione intensiva anche di granito, ad oggi che il granito è sparito a lavorazione di bianco ma non in quelle quantità e modalità».
«Perciò diciamo si a un nuovo modo di fare la fiera ma no alla soppressione ed è inutile che diciamo che viene sostituita con l’evento in città che è tutta un’altra cosa– prosegue il sindacato – Se dalla cancellazione della fiera le imprese più grandi non né risentiranno, perché hanno altri canali per la promozione e non hanno bisogno della fiera per la promozione, hanno i loro show room e canali preferenziali, lo stesso non sarà per le piccole e medie imprese che avevano questa fiera come modo di promozione. Inoltre la IMM come struttura continuerà a reggere oppure sarà destinata alla chiusura e ad una trasformazione degli scopi previsti quando nacque? »
«Un’altra domanda che ci facciamo è che fine ha fatto il laboratorio tecnologico– continua la Cgil – Crediamo di aver reso l’idea di come la pensiamo e vogliamo finire dicendo che anche nel metodo c’è stata poca delicatezza, si decreta la fine di anni di storia e la comunicazione dove si fa? Si fa a Verona. Forse sarebbe stato il caso di concordarla quanto meno sul territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
