Proteste
Cacciatore litiga e spara: un ferito gravissimo
Daniele Rustighi ha imbracciato l’arma e fatto fuoco contro Jamaal Madboui, che voleva allontanarlo da casa. È in fin di vita
CASTELNUOVO MAGRA. Si detestavano Daniele e Jamaal e non lo nascondevano, anzi non appena c’era l’occasione litigavano. Ma tutte le volte qualcuno si metteva in mezzo e li faceva smettere prima che fosse troppo tardi. Ieri mattina no. Erano le nove e mezza quando Daniele Rustighi, imprenditore di 59 anni con la passione per la caccia, ha preso il suo fucile, lo ha puntato contro l’odiato nemico e ha premuto il grilletto. Altezza addome. I pallini hanno colpito il bersaglio facendo accasciare Jamaal Madboui, marocchino di 47 anni di professione giardiniere, sposato e padre di tre figli. L’uomo è stato portato al Noa con l’elicottero Pegaso e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni, nonostante l’operazione, restano critiche e la sua vita è appesa a un filo. Rustighi è stato fermato dopo qualche ora con l’accusa di tentato omicidio. Ma il capo di imputazione dipende dalle notizie che arrivano dal Noa.
Una vicenda assurda per la sua violenza e per i motivi che l’hanno scatenata. I due non si sono mai sopportati: il cacciatore abita vicino al luogo dove ha sparato, in via Bolignolo, a Castelnuovo, e quando andava in cerca di selvaggina passava sempre molto vicino all’abitazione di Madboui. Una via obbligata, ma nonostante questo il marocchino non perdeva occasione per farglielo notare con vibranti proteste. Anche perché Rustighi faceva in modo che il suo passaggio non passasse inosservato esplodendo dei colpi. Insomma, quando non si vedevano si cercavano per potersi attaccare l’uno con l’altro.
Ma domenica mattina è successo qualcosa di imprevisto, qualcosa di impensabile. Il cinquantanovenne è passato accanto all’abitazione dello straniero (che fa il giardiniere solo saltuariamente e ha avuto l’alloggio dal proprietario della tenuta dopo che era stato sfrattato da casa) e ha sparato contro un animale. Jamaal lo ha sentito, è uscito e gli ha detto di stare lontano da lì con quell’arma perché c’erano i suoi figli. L’altro gli ha risposto per le rime e si è accesa una discussione. Come al solito? No, stavolta le cose sarebbero andate diversamente. In maniera drammatica: Madboui si è avvicinato e Rustighi - secondo i testimoni - senza pensarci un attimo ha imbracciato il fucile e ha premuto il grilletto. Da distanza ravvicinata. Colpendo l’addome. La rosa di pallini ha devastato tutto quello che ha trovato.
Il quarantasettene è stramazzato al suolo e il cacciatore se ne è andato senza neppure guardarlo. Sono stati i familiari della vittima a chiedere aiuto al 118. La prima ad arrivare è stata un’ambulanza del 118: il medico ha immediatamente chiesto l’ausilio del Pegaso e l’elicottero ha trasportato il marocchino al Noa. Dove tutto era già stato predisposto per un intervento chirurgico delicatissimo. Jamaal ha perso parecchio sangue e all’ospedale è arrivato con i parametri vitali praticamente azzerati. Ma ha comunque superato l’intervento. Adesso bisogna soltanto sperare che reagisca e che le sue condizioni possano migliorare. Il più rapidamente possibile. È in terapia intensiva e viene monitorato minuto dopo minuto. Nella sala d’attesa i suoi familiari e gli amici stanno pregando perché avvenga il miracolo. (d.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
