La manifestazione
Trovato un maxistoccaggio di terre
Carrara, iniziati i controlli del Comune al monte: duecentomila tonnellate da rimuovere, un rischio in vista delle piogge
CARRARA Due sopralluoghi la settimana nei bacini marmiferi, per un totale di circa 10 siti monitorati nel mese di settembre e un bilancio che parla di almeno un paio di casi di violazioni eclatanti. Come ad esempio quella cava dove i funzionari degli uffici Ambiente e Marmo hanno trovato accumulate abusivamente – e pericolosamente – 200mila tonnellate di terre che avrebbero dovuto essere rimosse da tempo.
Nel mezzo del fuoco incrociato tra ambientalisti e industriali sulla gestione dei derivati dell’attività estrattiva, i primissimi risultati del giro di vite sui controlli in cava ordinato circa un mese fa dal sindaco Francesco De Pasquale dipingono un quadro composito, differenziato e nemmeno a dirlo complesso. «Le nostre cave non sono né un Far West né un paradiso della legalità» spiega l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli. «La comunicazione fatta dal sindaco agli uffici Marmo e Ambiente per intensificare i controlli è nata da una situazione di fatto. Al monte ci sono un sacco di terre che non sono ancora state portate via» premette l’assessore, ricordando che nel giro di un paio di anni il quantitativo di materiale “di risulta” passato attraverso l’impianto di pesa di Miseglia Bassa è diminuito di quasi il 60%. Se infatti blocchi e scaglie rimangono sostanzialmente stabili, i dati dell’Ufficio Marmo confermano che l’andamento di terre e tout-venant è in picchiata: 147.488 tonnellate nel 2015, 77.603 lo scorso anno e appena 35.260 tonnellate al luglio di quest’anno. E poiché la discesa non è attribuibile, purtroppo, a una diminuzione della “produzione”, frutto magari di una qualche tecnologia innovativa, allora è facile intuire che questi materiali restino stoccati nei bacini marmiferi anche al di fuori di quello che prevedono i piani di coltivazione o le autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti. «Questo è un rischio perché con l’autunno aumentano le piogge e di conseguenza anche i pericoli per la sicurezza idrogeologica del nostro territorio» sottolinea Trivelli, accennando alla tesi ormai condivisa praticamente da tutti, dal professor Seminara in giù, che per evitare guai a valle è indispensabile gestire bene il monte.
Per questo l’amministrazione ha intensificato i controlli, con una decina di sopralluoghi nel corso del mese di settembre. «Sono emerse in particolare due situazioni critiche. Lo stoccaggio abusivo di 200mila tonnellate di terre in una zona dove avrebbero dovuto essere rimosse da tanto tempo e un altro accumulo meno imponente ma in un sito comunque non autorizzato e con un surplus di materiale» rivela l’assessore, precisando però che non tutti i controlli si sono conclusi con l’accertamento di abusi e illeciti, «perché ci sono imprese che rispettano la legge» e che in alcuni casi il Comune sta effettuando approfondimenti per capire se, ad esempio, un certo stoccaggio sia stato autorizzato da altri enti. Ma per le infrazioni accertate, assicura Trivelli «sono già partite le raccomandazioni alla rimozione. Sappiamo che 200mila tonnellate di terre non si spostano dall’oggi al domani, ma se le nostre prescrizioni non saranno adempiute in un tempo ragionevole, proseguiremo con sanzioni e interventi amministrativi» ammonisce l’assessore.
Parole che suonano come una risposta a distanza a Carrara Marble Way che, qualche giorno fa in commissione Marmo, con il suo presidente Giuseppe Baccioli, nel confermare l’impegno alla valorizzazione e quindi alla rimozione dei materiali di risulta, aveva lasciato intendere di necessitare di un po’ di tempo, per concludere una serie di accordi e piazzare terre e derivati sul mercato. «Bene l’impegno del consorzio – conferma Trivelli – ma intanto le aziende devono comunque asportare le terre non autorizzate, iniziando dagli accumuli più pericolosi» conclude l’assessore al Marmo ricordando che più ci addentriamo nell’autunno più cresce il rischio di avere grandi quantitativi di materiali sulla testa, (leggi, al monte). E la storia recente della nostra città lo conferma.
Cinzia Chiappini
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