Il dolore
Gettone “a tempo” per i consiglieri, proposta bocciata
di Manuela D’Angelo
Chi partecipa alle commissioni per 5 minuti incassa il cachet I grillini accusano: «Ingiustizia nei confronti dei cittadini»
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MASSA. Rimanere presenti nelle commissioni consiliari (e magari dare un contributo fattivo alla discussione) almeno per i due terzi della seduta? No grazie. Il consiglio comunale di Massa si pronuncia sulla possibilità che venisse “normato” il tempo di partecipazione alle commissioni consiliari, votando contro l’inserimento del comma 2 nell’articolo 47 del nuovo regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Tre i contrari (cioè quelli che volevano introdurre il tempo nelle commissioni), che sono Caruso di Toscana Attiva, Mencarelli e Ricciardi del Movimento 5 Stelle; due gli astenuti, Alberti e Dell’Ertole del Pd, gli altri 18 favorevoli.
Il consiglio sta approvando il nuovo “Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale”, votando articolo per articolo (ne mancano ancora una trentina prima di approvare la complessità dell'atto e renderlo immediatamente esecutivo). Giovedì sera si è discusso dell’articolo 47, che al comma 2, per volere della commissione Statuto, prevedeva di inserire un tempo minimo di partecipazione alle commissioni consiliari, per ricevere il gettone di presenza. Una procedura, tra l’altro, che già esiste nell'attuale regolamento, nel quale (articolo 7 comma 11) c’è scritto che la permanenza nelle commissioni consiliari deve avvenire «per un tempo pari almeno a 90 minuti dalla convocazione» (ovvero i 2 terzi della seduta, che di solito dura due ore).
I consiglieri comunali hanno però deciso che questo “obbligo” fosse “penalizzante” e quindi, nel momento in cui si è svolta la votazione per approvare l’articolo 47 con il comma 2, quest’ultimo è stato stralciato. Il Movimento 5 Stelle ci aveva anche messo il carico da undici, collegando a quel comma un emendamento che estendeva la procedura dei due terzi anche alle sedute del consiglio comunale. Apriti cielo: «Noi avremmo voluto cambiare le cose - commenta il consigliere Ricciardi dei 5 Stelle - perché troviamo ingiusto nei confronti dei cittadini vedere consiglieri che mettono la tessera in consiglio e dopo cinque minuti escono, percependo il gettone come chi rimane per tutto il tempo, oppure chi in commissione firma e poi, dopo neanche mezz’ora va via, o arriva in ritardo, perdendosi tutta la discussione».
Secondo gli Arancioni e l’Udc che hanno votato per stralciare il comma si tratta di «strumentalizzazioni» perché la politica «eticamente non può essere soggetta a tempo». Purtroppo però questo è un assist ai 5 Stelle che su “gettonopoli” hanno costruito intere campagne elettorali. Secondo Caruso, attuale presidente della commissione Statuto, «inserire un tempo di partecipazione avrebbe rotto le uova nel paniere ai furbi, e non avrebbe cambiato niente per quei consiglieri onesti che fanno il loro lavoro e partecipano assiduamente alle discussioni». In ogni caso da quando il regolamento entrerà in funzione, ogni consigliere potrà partecipare alle commissioni per 5 minuti e poi abbandonarle, percependo il gettone di presenza (cosa che oggi non poteva fare), mentre per il consiglio comunale rimarrà tutto invariato.
Il consiglio sta approvando il nuovo “Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale”, votando articolo per articolo (ne mancano ancora una trentina prima di approvare la complessità dell'atto e renderlo immediatamente esecutivo). Giovedì sera si è discusso dell’articolo 47, che al comma 2, per volere della commissione Statuto, prevedeva di inserire un tempo minimo di partecipazione alle commissioni consiliari, per ricevere il gettone di presenza. Una procedura, tra l’altro, che già esiste nell'attuale regolamento, nel quale (articolo 7 comma 11) c’è scritto che la permanenza nelle commissioni consiliari deve avvenire «per un tempo pari almeno a 90 minuti dalla convocazione» (ovvero i 2 terzi della seduta, che di solito dura due ore).
I consiglieri comunali hanno però deciso che questo “obbligo” fosse “penalizzante” e quindi, nel momento in cui si è svolta la votazione per approvare l’articolo 47 con il comma 2, quest’ultimo è stato stralciato. Il Movimento 5 Stelle ci aveva anche messo il carico da undici, collegando a quel comma un emendamento che estendeva la procedura dei due terzi anche alle sedute del consiglio comunale. Apriti cielo: «Noi avremmo voluto cambiare le cose - commenta il consigliere Ricciardi dei 5 Stelle - perché troviamo ingiusto nei confronti dei cittadini vedere consiglieri che mettono la tessera in consiglio e dopo cinque minuti escono, percependo il gettone come chi rimane per tutto il tempo, oppure chi in commissione firma e poi, dopo neanche mezz’ora va via, o arriva in ritardo, perdendosi tutta la discussione».
Secondo gli Arancioni e l’Udc che hanno votato per stralciare il comma si tratta di «strumentalizzazioni» perché la politica «eticamente non può essere soggetta a tempo». Purtroppo però questo è un assist ai 5 Stelle che su “gettonopoli” hanno costruito intere campagne elettorali. Secondo Caruso, attuale presidente della commissione Statuto, «inserire un tempo di partecipazione avrebbe rotto le uova nel paniere ai furbi, e non avrebbe cambiato niente per quei consiglieri onesti che fanno il loro lavoro e partecipano assiduamente alle discussioni». In ogni caso da quando il regolamento entrerà in funzione, ogni consigliere potrà partecipare alle commissioni per 5 minuti e poi abbandonarle, percependo il gettone di presenza (cosa che oggi non poteva fare), mentre per il consiglio comunale rimarrà tutto invariato.
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