Lutto
una seduta movimentata
Si rifiuta di sostituire il presidente Atti della commissione in procura
MASSA . Salta la commissione Lavori Pubblici di giovedì scorso e questa volta il “caso” potrebbe finire alla Procura di Massa Carrara. Accade l’impensabile ieri mattina nella saletta dei consiglieri...
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA . Salta la commissione Lavori Pubblici di giovedì scorso e questa volta il “caso” potrebbe finire alla Procura di Massa Carrara. Accade l’impensabile ieri mattina nella saletta dei consiglieri al primo piano di palazzo comunale. Alle 11 la commissione Lavori Pubblici attende di ascoltare il geometra Bellucci sullo stato di una scuola cittadina.
Bellucci arriva puntuale con tutto il faldone degli interventi eseguiti e si raggiunge presto anche il numero legale: sono presenti Andrea Ofretti (Arancioni), Giorgio Raffi (MdP), Stefano caruso (Toscana Attiva), Graziella Lazzerini e Giovanni Giusti (Pd). Per iniziare la seduta manca però il presidente Simone Ortori (Articolo Primo) ed è assente anche il vice presidente Thomas Lazzarotti (Pd).
Da regolamento tocca quindi al “consigliere anziano” aprire la seduta e convalidarla, dare avvio ai lavori e poi firmare il verbale conclusivo. Il compito spetta, in qualità di consigliere anziano a Giovanni Giusti, il quale si rifiuta, inspiegabilmente. «Io non firmo nulla» dichiara davanti alla registrazione del Segretario di commissione. I consiglieri cercano di capire se sia possibile “sostituire” Giusti con il secondo più anziano del gruppo, ma il passaggio non è previsto dal regolamento, perché Giusti dovrebbe motivare la sua presa di posizione.
Il tempo intanto scorre, il geometra Bellucci, dopo 20 minuti a far nulla, lascia la saletta e torna al suo lavoro, mentre i commissari chiamano il segretario generale Francesco Loricchio. Quest’ultimo, con tutti i problemi di un ente come il Comune di Massa, si trova di fronte un consigliere che inspiegabilmente non vuole adempiere ad un suo preciso dovere, e che d’altra parte non vuole neanche lasciare la seduta, rifiutandosi di cancellare il suo nome dal verbale, in cui risulta presente. «Lei Giusti- dice Loricchio- o lascia la commissione, e quindi fa mancare il numero legale, oppure se rimane presente ha il dovere di prendersi a carico la commissione».
«Io non voglio responsabilità- risponde Giusti- lei non mi può obbligare a firmare niente». «Lei è un consigliere comunale- continua il segretario- è stato eletto per adempiere a determinate funzioni e obblighi». Ma, neanche fosse una seduta della commissione antimafia del Governo, Giusti non assolve al suo compito. Alla fine il segretaroi Loricchio avverte: «Sarò costretto a mandare questi atti alla Procura della Repubblica».
Manuela D’Angelo
Bellucci arriva puntuale con tutto il faldone degli interventi eseguiti e si raggiunge presto anche il numero legale: sono presenti Andrea Ofretti (Arancioni), Giorgio Raffi (MdP), Stefano caruso (Toscana Attiva), Graziella Lazzerini e Giovanni Giusti (Pd). Per iniziare la seduta manca però il presidente Simone Ortori (Articolo Primo) ed è assente anche il vice presidente Thomas Lazzarotti (Pd).
Da regolamento tocca quindi al “consigliere anziano” aprire la seduta e convalidarla, dare avvio ai lavori e poi firmare il verbale conclusivo. Il compito spetta, in qualità di consigliere anziano a Giovanni Giusti, il quale si rifiuta, inspiegabilmente. «Io non firmo nulla» dichiara davanti alla registrazione del Segretario di commissione. I consiglieri cercano di capire se sia possibile “sostituire” Giusti con il secondo più anziano del gruppo, ma il passaggio non è previsto dal regolamento, perché Giusti dovrebbe motivare la sua presa di posizione.
Il tempo intanto scorre, il geometra Bellucci, dopo 20 minuti a far nulla, lascia la saletta e torna al suo lavoro, mentre i commissari chiamano il segretario generale Francesco Loricchio. Quest’ultimo, con tutti i problemi di un ente come il Comune di Massa, si trova di fronte un consigliere che inspiegabilmente non vuole adempiere ad un suo preciso dovere, e che d’altra parte non vuole neanche lasciare la seduta, rifiutandosi di cancellare il suo nome dal verbale, in cui risulta presente. «Lei Giusti- dice Loricchio- o lascia la commissione, e quindi fa mancare il numero legale, oppure se rimane presente ha il dovere di prendersi a carico la commissione».
«Io non voglio responsabilità- risponde Giusti- lei non mi può obbligare a firmare niente». «Lei è un consigliere comunale- continua il segretario- è stato eletto per adempiere a determinate funzioni e obblighi». Ma, neanche fosse una seduta della commissione antimafia del Governo, Giusti non assolve al suo compito. Alla fine il segretaroi Loricchio avverte: «Sarò costretto a mandare questi atti alla Procura della Repubblica».
Manuela D’Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google