Il Tirreno

Con Michelangelo la città torna nel ’500

Con Michelangelo la città torna nel ’500

In piazza comparse e attori per il set del film di Konchalovsky

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CARRARA. Capre e cani da pastore, un enorme calesse addobbato e trainato da due grandi cavalli e il Duomo decorato a festa con spighe di grano e fiori.

Il centro storico di Carrara torna ai tempi del Rinascimento e viene invaso da un'orda colorata di comparse in abiti cinquecenteschi. Sì perché le riprese del film diretto dal maesro russo Andrei Konchalovsky e dedicato a Michelangelo sono approdate nel cuore di Carrara. E così ieri mattina piazza del Duomo ha fatto un tuffo nel passato: sul sagrato della chiesa è comparso del terriccio, e per le strade del centro storico hanno iniziato a circolare animali da cortile. Intorno all'ora di pranzo uno stuolo di comparse in costume ha percorso via Santa Maria per ritrovarsi davanti alla cattedrale cittadina, dove è stata girata la scena del matrimonio tra lo scalpellino di Michelangelo e la sua promessa sposa.

Nel ciak compare anche Alberto Testone, il protagonista del film, nei panni del maestro del Rinascimento che accompagna i due giovani sposi fuori dal Duomo in mezzo alle urla festanti degli invitati. Un nugolo di comparse, carraresi doc in costume chiamati a cimentarsi per la prima volta davanti alla macchina da presa. A "complicare" le riprese il passaggio di un gregge di capre egregiamente guidate da un cane da pastore, che va detto non ha sbagliato una posa.

Le riprese del film, intitolato “Il Peccato. Una visione”, erano iniziate a fine agosto ma il ciak di ieri ha segnato il debutto delle telecamere in centro città. La pellicola è diretta dal cineasta russo Andrei Konchalovsky (che ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Elena Kiseleva) e prodotta dall'omonima Fondazione per il sostegno al Cinema e alle Arti Sceniche, da Jean Vigo Italia e Rai Cinema, il film è una co-produzione russo-italiana.

Le riprese del lungometraggio, iniziate il 28 agosto, dureranno in tutto 14 settimane: si svolgeranno fra la Toscana e il Lazio, nei luoghi di Michelangelo, a partire dal Monte Altissimo (cave Henraux), al Castello Malaspina di Massa e poi a Firenze, Arezzo, Montepulciano, Carrara, Bagno a Ripoli, Pienza, Monte Sansovino, Tarquinia, Caprarola, Fosdinovo fra gli altri, e naturalmente Roma.

Andrei Konchalovsky, 80 anni compiuti lo scorso agosto e 55 di carriera, ha vinto un Leone d’argento a Venezia nel 2016 con “Paradise” e uno nel 2014 per “Le notti bianche del postino”. (c.c.)

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