Gioco
Parte da Aulla la petizione anti-accise sui carburanti
41 centesimi di “balzello” per ogni litro, si paga anche per la guerra in Etiopia L’associazione Aeci di Filippi lancia una campagna che trova subito tante adesioni
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AULLA. Magari non tutti sanno che sui carburanti si paga ancora l’accisa per la guerra fascista in Etiopia del 1935. E si pagano anche le accise per la crisi di Suez del 1956, per la ricostruzione del dopo Vajont del 1963, per l’alluvione di Firenze del 1966, per il terremoto del Belice del 1969, per il terremoto del Friuli del 1976, per il terremoto dell’Irpinia del 1980, per il finanziamento della guerra in Libano del 1983, per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996, per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 e per l’acquisto di autobus ecologici del 2005. A queste accise si aggiungono, poi, quelle per le sciagure più recenti, quali il terremoto in Abruzzo ed Emilia Romagna e le alluvioni in Liguria e Toscana. Tutte queste accise pesano 41 centesimi al litro, quindi per un pieno (media di 50 litri a 1,5 euro al litro) paghiamo 20 euro di accise. Un bel gruzzolo per le casse statali. L’indignazione popolare spesso si concentra su bersagli facili e di moda, ma su questo tema non si vedono sollevazioni social, visto che le piazze reali sono ormai vuote, e il silenzio regna assordante.
A cercare di smuovere le acque da qui, da Aulla, è partita una petizione contro queste accise. A promuoverla la sezione locale dell’Associazione Europea Consumatori Indipendenti (Aeci), con il suo presidente Luigi Filippi, il quale spiega di avere ritenuto, alcuni mesi fa, «di intraprendere questa azione per cercare di coinvolgere e sensibilizzare i miei soci e l'opinione pubblica in generale contro quello che io ritengo essere – affonda il coltello Filippi – un vero e proprio furto di Stato. La mia proposta è stata accolta favorevolmente dalla nostra associazione e anche in sede regionale tutti gli uffici Aeci della Toscana hanno aderito favorevolmente a questa iniziativa, che è andata anche in Lombardia, Veneto e Campania».
Ad Aulla è possibile firmare la petizione presso gli uffici dell’Aeci in via Anacarsi Nardi 20, ma anche in diversi esercizi commerciali: Casa Style di Tognari, Eliane Calzature, La Bottega della Salute di Marzia Chiappini, Abecedario di Maraffetti, Belli Puliti di Mazzini e Associazione Ben Essere di Nadia Bussolotti. «
«Questa raccolta firme andrà avanti sino alla fine dell'anno, dopodiché il sottoscritto – prosegue il presidente dell’Aeci di Aulla – provvederà personalmente a consegnare le firme presso il Ministero dello sviluppo economico a Roma. Invito tutti i cittadini a sottoscrivere la nostra petizione, per far giungere nelle sedi governative le nostre contrarietà e una civile ribellione contro quello che io sostengo sia un vero e proprio furto a danno di tutta la collettività. Infine, sottolineo che non è assolutamente vero che il governo non aumenterà le accise, perché, in maniera subdola con un decreto del 2015, le ha aumentate sino al 2021 – conclude Filippi – e questo la gente lo deve sapere».
Gianluca Uberti
A cercare di smuovere le acque da qui, da Aulla, è partita una petizione contro queste accise. A promuoverla la sezione locale dell’Associazione Europea Consumatori Indipendenti (Aeci), con il suo presidente Luigi Filippi, il quale spiega di avere ritenuto, alcuni mesi fa, «di intraprendere questa azione per cercare di coinvolgere e sensibilizzare i miei soci e l'opinione pubblica in generale contro quello che io ritengo essere – affonda il coltello Filippi – un vero e proprio furto di Stato. La mia proposta è stata accolta favorevolmente dalla nostra associazione e anche in sede regionale tutti gli uffici Aeci della Toscana hanno aderito favorevolmente a questa iniziativa, che è andata anche in Lombardia, Veneto e Campania».
Ad Aulla è possibile firmare la petizione presso gli uffici dell’Aeci in via Anacarsi Nardi 20, ma anche in diversi esercizi commerciali: Casa Style di Tognari, Eliane Calzature, La Bottega della Salute di Marzia Chiappini, Abecedario di Maraffetti, Belli Puliti di Mazzini e Associazione Ben Essere di Nadia Bussolotti. «
«Questa raccolta firme andrà avanti sino alla fine dell'anno, dopodiché il sottoscritto – prosegue il presidente dell’Aeci di Aulla – provvederà personalmente a consegnare le firme presso il Ministero dello sviluppo economico a Roma. Invito tutti i cittadini a sottoscrivere la nostra petizione, per far giungere nelle sedi governative le nostre contrarietà e una civile ribellione contro quello che io sostengo sia un vero e proprio furto a danno di tutta la collettività. Infine, sottolineo che non è assolutamente vero che il governo non aumenterà le accise, perché, in maniera subdola con un decreto del 2015, le ha aumentate sino al 2021 – conclude Filippi – e questo la gente lo deve sapere».
Gianluca Uberti
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