Italia
La Cgil rompe con Cisl e Uil sulla BCube
di Benedetta Bianchi
I due sindacati non firmano una clausola di salvaguardia per una delegata. Castelli: «Non c’è lealtà»
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MASSA. È frattura tra Fiom Cgil da una parte e Fim Cisl e Uilm dall’altra che non hanno risparmiato urla ed accuse fino ad arrivare all’addio nel corso di un’assemblea unitaria per aggiornare i circa cinquanta lavoratori BCube, la maggior parte iscritti Fiom Cgil, sull’accordo relativo ai trasferimenti di nove di loro a Logistics&painting srl, azienda subappaltatrice e controllata al cento per cento da BCube all’interno di Ge&Oil.
Che qualcosa non va lo si intuisce subito: gli animi sembrano tesi, si avverte la tensione e la stampa viene mandata VIA dopo pochi secondi da Giancarlo Leorin, Uilm, e Michele Folloni Fim Cisl perché «non è usuale che partecipi ad assemblee sindacali» forse dimenticandosi della nostra partecipazione ai numerosi incontri di altre vertenze. Il perché risulta chiaro successivamente: è bagarre tra tutti i presenti, lavoratori e sindacati, e la spaccatura è definitiva.
Alessio Castelli, responsabile Fiom delle ditte esterne, non le manda a dire: «Non sono più in grado di rapportarmi in maniera fiduciaria con gli altri sindacati e non riconosco più la lealtà e la dignità di chi fa alcune operazioni; l’unità sindacale è diventata un freno al riconoscimento dei diritti dei lavoratori».
Il riferimento è all’accordo per il conferimento del ramo d’azienda non firmato da Fim e Uilm e alla loro più o meno chiara volontà di acquisire nuovi iscritti. Il passaggio riguarda un lavoratore alla sede BCube di Firenze e nove a Massa, tutti Fiom e tra cui una rsu in carica fino a maggio. Fiom Cgil aveva chiesto di adeguare gli inquadramenti dei livelli di alcuni lavoratori alle mansioni che svolgono e togliere dal «pacchetto» il trasferimento della rsu Fiom Daniela Mangiacotti.
A seguito dello sciopero di lunedì 18, l’azienda aveva fatto un passo indietro: per quanto riguarda i livelli sarebbero stati aggiornati una volta avvenuti i trasferimenti e nell’accordo aveva inserito la clausola di salvaguardia per le rsu fintanto fossero in vigenza di mandato.
«La Rsu è l’espressione del sindacato all’interno di un’azienda, è eletta dai lavoratori e deve essere tutelata –spiega Luisa Pietrini, segretaria Fiom Massa Carrara – per una volta il nostro ostacolo non è stata l’azienda, ma Fim e Uilm».
I due sindacati non hanno firmato ritenendo «sufficiente l’atto già sottoscritto a Firenze». Così BCube procederà. La Fiom non parla di accordi sottobanco, ma di fatti che andrebbero verso quella direzione: «La loro è una presa di posizione utile e proficua per la ditta – attacca ancora Castelli – e la Fiom, una volta formalizzati i conferimenti, impugnerà gli atti patrocinando le cause legali». In programma anche uno sciopero, senza l’appoggio degli altri due sindacati.
Che qualcosa non va lo si intuisce subito: gli animi sembrano tesi, si avverte la tensione e la stampa viene mandata VIA dopo pochi secondi da Giancarlo Leorin, Uilm, e Michele Folloni Fim Cisl perché «non è usuale che partecipi ad assemblee sindacali» forse dimenticandosi della nostra partecipazione ai numerosi incontri di altre vertenze. Il perché risulta chiaro successivamente: è bagarre tra tutti i presenti, lavoratori e sindacati, e la spaccatura è definitiva.
Alessio Castelli, responsabile Fiom delle ditte esterne, non le manda a dire: «Non sono più in grado di rapportarmi in maniera fiduciaria con gli altri sindacati e non riconosco più la lealtà e la dignità di chi fa alcune operazioni; l’unità sindacale è diventata un freno al riconoscimento dei diritti dei lavoratori».
Il riferimento è all’accordo per il conferimento del ramo d’azienda non firmato da Fim e Uilm e alla loro più o meno chiara volontà di acquisire nuovi iscritti. Il passaggio riguarda un lavoratore alla sede BCube di Firenze e nove a Massa, tutti Fiom e tra cui una rsu in carica fino a maggio. Fiom Cgil aveva chiesto di adeguare gli inquadramenti dei livelli di alcuni lavoratori alle mansioni che svolgono e togliere dal «pacchetto» il trasferimento della rsu Fiom Daniela Mangiacotti.
A seguito dello sciopero di lunedì 18, l’azienda aveva fatto un passo indietro: per quanto riguarda i livelli sarebbero stati aggiornati una volta avvenuti i trasferimenti e nell’accordo aveva inserito la clausola di salvaguardia per le rsu fintanto fossero in vigenza di mandato.
«La Rsu è l’espressione del sindacato all’interno di un’azienda, è eletta dai lavoratori e deve essere tutelata –spiega Luisa Pietrini, segretaria Fiom Massa Carrara – per una volta il nostro ostacolo non è stata l’azienda, ma Fim e Uilm».
I due sindacati non hanno firmato ritenendo «sufficiente l’atto già sottoscritto a Firenze». Così BCube procederà. La Fiom non parla di accordi sottobanco, ma di fatti che andrebbero verso quella direzione: «La loro è una presa di posizione utile e proficua per la ditta – attacca ancora Castelli – e la Fiom, una volta formalizzati i conferimenti, impugnerà gli atti patrocinando le cause legali». In programma anche uno sciopero, senza l’appoggio degli altri due sindacati.
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