Sicurezza
Si ribalta col trattore grave un pensionato
L’uomo di 83 anni stava trasportando un carico di legno quando ha perso il controllo del mezzo, forse per un malore. Trasportato a Pisa con il Pegaso
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ALBIANO MAGRA. I No Costa scelgono la linea dura. A seguito della riunione di lunedì sera alla sede della Pubblica assistenza "Croce Rossa" ad Albiano Magra, gli albianesi che si battono contro la ditta Costa hanno deciso che potrebbero ricorrere alle vie legali e denunciare alla Procura della Repubblica l’amministrazione comunale e provinciale attualmente in carica. Un passo che verrebbe intrapreso nel caso in cui giungesse a conclusione la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che riguarda l’impresa che lavora rifiuti ad Albiano da 20 anni.
Perchè, secondo i No Costa, la procedura sarebbe viziata dalla presunta falsità dell’articolo 49 del regolamento urbanistico del Comune di Aulla, che sarebbe stato presentato modificato in una Conferenza dei Servizi del 2013 onde consentire il prosieguo dell’attività della ditta Costa. E a determinare l’irrigidimento della posizione dei No Costa il fatto che i rappresentanti del Comune di Aulla, nella Conferenza dei Servizi tenutasi pochi giorni fa, non avrebbero chiesto chiaramente l’annullamento della procedura di Via, ma avrebbero espresso soltanto una forte preoccupazione in merito.
Al leader storico dei No Costa, Walter Moretti, il compito di illustrare le ragioni di chi si batte contro la ditta Costa da almeno 15 anni: «Siamo preoccupati per il fatto che il Comune di Aulla non abbia deciso di fare il passo che ci aspettavamo in Conferenza dei Servizi, anche perché ora si rischia pure che alla ditta Costa venga tolta soltanto la lavorazione del rifiuto indifferenziato, mentre potrebbero arrivare ad Albiano Magra copertoni di auto e camion da lavorare». Quindi, Moretti spezza una lancia a favore della ex sindaca Silvia Magnani, facendo notare che questa aveva segnalato alla Procura la questione dell’articolo 49 del regolamento urbanistico del Comune di Aulla. E a spiegare, una volta per tutte, come sarebbero andate le cose sull’articolo 49 è Moretti stesso, secondo il quale il corretto articolo 49 reciterebbe che l’area industriale di Albiano Magra è interdetta alle attività insalubri, ma nella Conferenza dei Servizi del 2013 sarebbe stato aggiunto che le attività in essere possono restarvi.
Ma è anche sulla questione delle vasche di capatzione delle acque della ditta Costa che Moretti va all’attacco, sostenendo che queste non esistono: «Non esiste alcun impianto di depurazione, questo emerge dalle carte che abbiamo ricevuto dal Comune di Aulla», chiosa il leader della mobilitazione contro la ditta Costa.
Perchè, secondo i No Costa, la procedura sarebbe viziata dalla presunta falsità dell’articolo 49 del regolamento urbanistico del Comune di Aulla, che sarebbe stato presentato modificato in una Conferenza dei Servizi del 2013 onde consentire il prosieguo dell’attività della ditta Costa. E a determinare l’irrigidimento della posizione dei No Costa il fatto che i rappresentanti del Comune di Aulla, nella Conferenza dei Servizi tenutasi pochi giorni fa, non avrebbero chiesto chiaramente l’annullamento della procedura di Via, ma avrebbero espresso soltanto una forte preoccupazione in merito.
Al leader storico dei No Costa, Walter Moretti, il compito di illustrare le ragioni di chi si batte contro la ditta Costa da almeno 15 anni: «Siamo preoccupati per il fatto che il Comune di Aulla non abbia deciso di fare il passo che ci aspettavamo in Conferenza dei Servizi, anche perché ora si rischia pure che alla ditta Costa venga tolta soltanto la lavorazione del rifiuto indifferenziato, mentre potrebbero arrivare ad Albiano Magra copertoni di auto e camion da lavorare». Quindi, Moretti spezza una lancia a favore della ex sindaca Silvia Magnani, facendo notare che questa aveva segnalato alla Procura la questione dell’articolo 49 del regolamento urbanistico del Comune di Aulla. E a spiegare, una volta per tutte, come sarebbero andate le cose sull’articolo 49 è Moretti stesso, secondo il quale il corretto articolo 49 reciterebbe che l’area industriale di Albiano Magra è interdetta alle attività insalubri, ma nella Conferenza dei Servizi del 2013 sarebbe stato aggiunto che le attività in essere possono restarvi.
Ma è anche sulla questione delle vasche di capatzione delle acque della ditta Costa che Moretti va all’attacco, sostenendo che queste non esistono: «Non esiste alcun impianto di depurazione, questo emerge dalle carte che abbiamo ricevuto dal Comune di Aulla», chiosa il leader della mobilitazione contro la ditta Costa.
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