Sicurezza
Il blog che denunciò il «prete da aiutare»
Su “Diogneto” un parrocchiano da anni critica la gestione della figura di don Morini: «Svuotò la chiesa»
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CARRARA. Critiche a don Luca Morini che arrivano da lontano, portate avanti tramite un blog. «Diogneto», il nome, deriva dalla “Lettera a Diogneto”, un testo cristiano scritto in greco del secondo secolo e che è dedicato appunto a Diogneto, un pagano che si pone delle domande sul cristianesimo.
A gestirlo un parrocchiano di Fossone. «Cristiano cattolico fedele», si definisce e risponde al nome di Alessandro Conti. Un blog che per anni è stato una spina nel fianco nella gestione della parrocchia da parte di quello che finirà per essere chiamato don Euro. Critiche tutte mosse sul versante della fede, una lunga e impietosa disanima del ruolo e dei comportamenti di don Morini come pastore di anime. E che batte su due tasti dolenti più che su altri: la solitudine nella quale fu lasciato il parroco che mostrava dei problemi evidenti, secondo l’autore del blog. E il suo fondamentale disinteresse per la conduzione della parrocchia e per “la cura delle anime”.
Don Luca uomo solo, dunque è la teoria di Conti. «Un uomo che evidentemente aveva bisogno di aiuto, che aveva mostrato di avere dei problemi e che forse con l’aiuto, con una guida che lo potesse consigliare, avrebbe potuto affrontarli e non fare danni», si legge a più riprese nel blog. Una critica che chiama in causa anche l’ex vescovo Eugenio Binini. «Perché, il vescovo Giovanni Santucci, ha aspettato che un escort napoletano denunciasse il comportamento del sacerdote portando il problema alla ribalta nazionale quando poteva, anni ed anni prima, ascoltare la voce delle parrocchie che denunciavano fatti minori e risolvibili. Dispiace anche perché aveva la possibilità, lui e il suo predecessore Binini, di risolvere il problema coinvolgendo i laici che, a suo tempo, erano disposti a condividere un cammino di vera conversione». La voce delle parrocchie, per Conti, chiedeva soltanto più attenzione e sostegno per l’uomo Luca Morini. «La parrocchia era sempre più vuota, i fedeli sempre più sfiduciati. C’era lassismo anche sul piano liturgico». Gli eventuali reati, i cosiddetti peccati vengono dopo. E sono una triste conferma dello smarrimento del parroco.
«Quando andò via da Fossone, per la prima messa del nuovo prete la parrocchia era piena. Come una liberazione, ma era un segnale anche di disagio». Un segnale che per Conti fu trascurato. (l. r. d.)
A gestirlo un parrocchiano di Fossone. «Cristiano cattolico fedele», si definisce e risponde al nome di Alessandro Conti. Un blog che per anni è stato una spina nel fianco nella gestione della parrocchia da parte di quello che finirà per essere chiamato don Euro. Critiche tutte mosse sul versante della fede, una lunga e impietosa disanima del ruolo e dei comportamenti di don Morini come pastore di anime. E che batte su due tasti dolenti più che su altri: la solitudine nella quale fu lasciato il parroco che mostrava dei problemi evidenti, secondo l’autore del blog. E il suo fondamentale disinteresse per la conduzione della parrocchia e per “la cura delle anime”.
Don Luca uomo solo, dunque è la teoria di Conti. «Un uomo che evidentemente aveva bisogno di aiuto, che aveva mostrato di avere dei problemi e che forse con l’aiuto, con una guida che lo potesse consigliare, avrebbe potuto affrontarli e non fare danni», si legge a più riprese nel blog. Una critica che chiama in causa anche l’ex vescovo Eugenio Binini. «Perché, il vescovo Giovanni Santucci, ha aspettato che un escort napoletano denunciasse il comportamento del sacerdote portando il problema alla ribalta nazionale quando poteva, anni ed anni prima, ascoltare la voce delle parrocchie che denunciavano fatti minori e risolvibili. Dispiace anche perché aveva la possibilità, lui e il suo predecessore Binini, di risolvere il problema coinvolgendo i laici che, a suo tempo, erano disposti a condividere un cammino di vera conversione». La voce delle parrocchie, per Conti, chiedeva soltanto più attenzione e sostegno per l’uomo Luca Morini. «La parrocchia era sempre più vuota, i fedeli sempre più sfiduciati. C’era lassismo anche sul piano liturgico». Gli eventuali reati, i cosiddetti peccati vengono dopo. E sono una triste conferma dello smarrimento del parroco.
«Quando andò via da Fossone, per la prima messa del nuovo prete la parrocchia era piena. Come una liberazione, ma era un segnale anche di disagio». Un segnale che per Conti fu trascurato. (l. r. d.)
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