Il Tirreno

I cittadini ripuliscono il cimitero

I cittadini ripuliscono il cimitero

La ditta incaricata non paga i dipendenti, e allora ci pensa un gruppo di residenti

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MONTIGNOSO. Croci accatastate l'una sull'altra. Lapidi abbandonate accanto ai cassonetti. Ed erba incolta che non permette di distinguere i propri defunti.

Non migliorano le condizioni del cimitero di Montignoso, da mesi in uno stato di abbandono che sconcerta i residenti. In quel cimitero dove vanno a far visita ai propri cari hanno ritrovato di tutto e la situazione non sembra che migliorerà nell'immediato. Da quando la ditta appaltatrice incaricata delle pulizie del cimitero ha smesso di pagare i propri dipendenti, infatti, i lavori sono ovviamente fermi. E dopo diverse settimane di sollecitazioni all'amministrazione comunale di Montignoso senza ottenere una svolta, un gruppo di cittadini ha deciso di fare con le proprie forze: si sono radunati al cimitero con guanti e taglia erba e hanno reso giustizia alla memoria dei loro defunti. «Ma la situazione non è semplicemente fatta di qualche erbacce qua e là – spiega uno dei cittadini che si è unito al gruppo di volontari per le pulizie – ci sono le condizioni per poter fare un esposto all'Asl, considerato che diverse bare sono abbandonate e nascoste dietro le erbacce».

Con diverso materiale fotografico il gruppo di volontari ha documentato le operazioni di pulizia del cimitero. Cinque settimane di pulizie minuziose per rendere nuovamente dignitoso quel luogo di culto. Ma l'amaro in bocca rimane, e le richieste di aiuto all'amministrazione si fanno sempre più frequenti. Ma il cimitero, a quanto pare, rimarrà in mano a nessuno ancora per un po'.

«Purtroppo da diverso tempo abbiamo aperto un contenzioso con la coop che doveva occuparsi delle manutenzione del cimitero – ha commentato il sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti – e fino allo scadere del contratto, previsto per gennaio, non sarà possibile trovare una nuova soluzione al problema. Ben venga il volontariato, se non esistesse l'Italia non andrebbe avanti, perché gli appalti in questo paese non funzionano. Non è colpa della politica se questa ditta non ha adempiuto ai propri doveri». (c.p.)

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