Gioco
Gaia ancora nel mirino per il caro fognatura nelle bollette
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Una bolletta GaiaDenuncia di Acqua alla Gola, mozione in consiglio per uscire dalla Spa. Fruzzetti (Mdp): «Serve coinvolgimento dei sindaci»
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MASSA. Fuoco incrociato contro Gaia Spa, il gestore del servizio idrico.
Il primo attacco arriva dal comitato Acqua alla Gola. «Arrivano le bollette e come al solito ci scontriamo con realtà che hanno dell’assurdo - scrive Alfonso Baldi - a Gaia non fanno che assumere ingegneri e non si sono accorti che esiste un “Santo” delle fogne che moltiplica l’acqua negli scarichi. E così se qualcuno ha consumato 4 euro di acqua se ne trova a pagare 20 di fognatura e depurazione. Non vorremmo che la causa della moria di pesci nel Lavello fosse dovuta proprio a questo aumento improvviso di acqua nelle fogne. Continuano a prenderci in giro: chiediamo all’assessore con delega al settore idrico di fare chiarezza al più presto su questa cosa e chiediamo un’ulteriore volta a tutte le amministrazioni di pensare bene a questa società pseudopubblica che prende in giro l' utenza con promesse e bollette ridicole, e i pesci del Lavello muoiono per miracolo».
Sull’argomento c’è poi la mozione per «uscire da Gaia Spa» presentata dal consigliere comunale Stefano Benedetti (Forza Italia), che pone l’attenzione sul «resoconto intermedio di gestione della società elaborato al 31 marzo 2017: una situazione difficile e rappresentativa di un panorama dove efficacia ed efficienza sono condizioni del tutto inesistenti, rispetto invece allo spreco che nei primi tre mesi dell'anno si è materializzato con la contrazione di un mutuo di ben 110 milioni». Benedetti scrive che gli interventi strutturali sul territorio sono stati poco più del 2% rispetto a quelli eseguiti nei 46 comuni soci. E prosegue: «La società spreca denaro per mantenere il consiglio di amministrazione (70.000 euro), il direttore Paolo Peruzzi (180.000 euro), consulenti e amministratori, oltre l'alto esubero di dipendenti che per un bacino di 433.000 abitanti dispone di ben 450 dipendenti, senza considerare che fra poco entreranno 14 nuovi dipendenti front-office. Insomma un esubero quantificabile in almeno 250 dipendenti che alla nostra comunità pesano eccessivamente».
Infine c’è la commissione speciale su Gaia che ha terminato il lavoro di ascolto dei comitati cittadini «che tanto si sono impegnati nella lotta per la difesa dell'acqua come bene comune». Scrive Elena Fruzzetti di Mdp: «È giusto ricordare che a fronte della grande mobilitazione il consiglio comunale ha prima voluto inserire all'interno dello statuto l'acqua tra i beni comuni e poi ha deliberato di istituire una commissione speciale con l'obiettivo di chiarificare i costi che entrano in bolletta». Fruzzetti si chiede se è giusta la tariffazione costruita con il metodo del full recovered cost (tutti i costi finiscono in bolletta). «È corretto che un'azienda pubblica abbia una veste cosi spiccatamente privatistica sia nei metodi che nell'organizzazione? Se l'acqua è un bene così prezioso e se depurazione e distribuzione hanno un costo elevato come giustifichiamo una percentuale intorno al 40% di perdite? Il sistema di aiuto alle famiglie bisognose attraverso il sistema dell'ufficio servizi sociali sta funzionando, come potremmo migliorarlo? Quali e quanto pesano le esternalizzazioni e le consulenze?.».
Secondo la consigliera di Mdp «il miglioramento è possibile solo attraverso l'ascolto e il confronto, con la volontà di combattere delle battaglie anche politiche insieme, un coinvolgimento che deve essere vissuto in prima persona dai sindaci soci e proprietari di Gaia». (lu.si.)
Il primo attacco arriva dal comitato Acqua alla Gola. «Arrivano le bollette e come al solito ci scontriamo con realtà che hanno dell’assurdo - scrive Alfonso Baldi - a Gaia non fanno che assumere ingegneri e non si sono accorti che esiste un “Santo” delle fogne che moltiplica l’acqua negli scarichi. E così se qualcuno ha consumato 4 euro di acqua se ne trova a pagare 20 di fognatura e depurazione. Non vorremmo che la causa della moria di pesci nel Lavello fosse dovuta proprio a questo aumento improvviso di acqua nelle fogne. Continuano a prenderci in giro: chiediamo all’assessore con delega al settore idrico di fare chiarezza al più presto su questa cosa e chiediamo un’ulteriore volta a tutte le amministrazioni di pensare bene a questa società pseudopubblica che prende in giro l' utenza con promesse e bollette ridicole, e i pesci del Lavello muoiono per miracolo».
Sull’argomento c’è poi la mozione per «uscire da Gaia Spa» presentata dal consigliere comunale Stefano Benedetti (Forza Italia), che pone l’attenzione sul «resoconto intermedio di gestione della società elaborato al 31 marzo 2017: una situazione difficile e rappresentativa di un panorama dove efficacia ed efficienza sono condizioni del tutto inesistenti, rispetto invece allo spreco che nei primi tre mesi dell'anno si è materializzato con la contrazione di un mutuo di ben 110 milioni». Benedetti scrive che gli interventi strutturali sul territorio sono stati poco più del 2% rispetto a quelli eseguiti nei 46 comuni soci. E prosegue: «La società spreca denaro per mantenere il consiglio di amministrazione (70.000 euro), il direttore Paolo Peruzzi (180.000 euro), consulenti e amministratori, oltre l'alto esubero di dipendenti che per un bacino di 433.000 abitanti dispone di ben 450 dipendenti, senza considerare che fra poco entreranno 14 nuovi dipendenti front-office. Insomma un esubero quantificabile in almeno 250 dipendenti che alla nostra comunità pesano eccessivamente».
Infine c’è la commissione speciale su Gaia che ha terminato il lavoro di ascolto dei comitati cittadini «che tanto si sono impegnati nella lotta per la difesa dell'acqua come bene comune». Scrive Elena Fruzzetti di Mdp: «È giusto ricordare che a fronte della grande mobilitazione il consiglio comunale ha prima voluto inserire all'interno dello statuto l'acqua tra i beni comuni e poi ha deliberato di istituire una commissione speciale con l'obiettivo di chiarificare i costi che entrano in bolletta». Fruzzetti si chiede se è giusta la tariffazione costruita con il metodo del full recovered cost (tutti i costi finiscono in bolletta). «È corretto che un'azienda pubblica abbia una veste cosi spiccatamente privatistica sia nei metodi che nell'organizzazione? Se l'acqua è un bene così prezioso e se depurazione e distribuzione hanno un costo elevato come giustifichiamo una percentuale intorno al 40% di perdite? Il sistema di aiuto alle famiglie bisognose attraverso il sistema dell'ufficio servizi sociali sta funzionando, come potremmo migliorarlo? Quali e quanto pesano le esternalizzazioni e le consulenze?.».
Secondo la consigliera di Mdp «il miglioramento è possibile solo attraverso l'ascolto e il confronto, con la volontà di combattere delle battaglie anche politiche insieme, un coinvolgimento che deve essere vissuto in prima persona dai sindaci soci e proprietari di Gaia». (lu.si.)
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