Sicurezza
Storia di Alberto emigrato di successo con Carrara nel cuore
La vicenda del nostro concittadino, oggi novantenne raccontata nel libro di Fabio Evangelisti
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CARRARA. Alberto Rosselli, carrarese in bilico tra anarchia, comunismo e regime militare, in bilico tra Italia, Argentina e Cile, tra un passato, iniziato con un viaggio su un piroscafo verso l'America, quando poco più che ragazzo, dopo la morte del padre e dopo il conflitto mondiale, decide di tentare la fortuna prima in Argentina e poi in Cile, e un presente fatto di figli, nipoti e pronipoti e di un grande successo imprenditoriale che però non gli impedisce di ricordare le sue radici: “Sono un italiano” dice in un video proiettato durante la presentazione di “A Santiago c'è una Piazza”, il libro che Fabio Evangelisti, ex Deputato alla Camera ha scritto sulla sua vita.
«Alberto oggi ha 90 anni - spiega Evangelisti - una grande catena di ristoranti e pizzerie di cui ha ceduto le redini al figlio Mario e un'importante attività di import export tra Italia e Cile, di cui ha ceduto la guida a sua figlia Patricia, che esporta in Italia vino e salmone cileni ed importa dall'Italia in Cile, pasta, olii, formaggi e caffè. Raccontando di lui ho raccontato di un pezzo di storia della mia famiglia, visto che la mamma, che aveva un negozio di casalinghi in piazza Alberica e scomparsa durante la guerra, era una Evangelisti e poi attraverso di lui ho raccontato la storia di un viaggio che non è solo di Alberto».
Un romanzo scritto con grande onestà, per Maria Mattei, ricercatrice carrarese che riconosce il merito a Evangelisti di aver saputo rendere omaggio all'affascinante quanto forse contraddittoria figura di Alberto Rosselli, partito anarchico, diventato in America fiero anticomunista simpatizzante di Pinochet, ma che non esita ad aiutare il socio comunista messosi nei guai con il regime.
«Comunque un imprenditore che non si mette mai in coda per ossequiare il dittatore» ricorda la Mattei che loda dell'autore la capacità di ricerca sul tema dell'emigrazione degli italiani.
Tema di cui Riccardo Canesi, politico e stimato insegnante, durante la presentazione fa un excursus sui dati ufficiali che vedono l'Argentina al primo posto con la maggior percentuale di italiani emigrati e il Brasile con il maggior numero assoluto : «Leggendolo mi sono commosso perché vi ho visto la mia città» racconta Canesi. Anche Cristina Lorenzi, giornalista della Nazione di Carrara, non lesina complimenti allo scritto di Fabio Evangelisti: «L'ho letto in una volata: è scritto bene, con il cuore e fa affezionare subito ad Alberto e fa venir voglia di sapere come sta e cosa fa oggi», afferma.
Oggi Alberto ha quasi 90 anni e dopo 25 anni dal suo primo viaggio, subito dopo la guerra, dagli anni 70, prese a tornare regolarmente in Italia per il fratello, rimasto a Carrara: oggi che il fratello non c'è più continua di tanto in tanto a far ritorno in Italia per i figli del fratello. La giornalista ha quindi invitato l'autore ad esprimersi sul tema dei flussi migratori di allora e di oggi: «Ci sono delle differenze è vero - ammette Evangelisti - ma non dobbiamo dimenticare che oggi come allora è gente che lascia il paese d'origine per scappare da guerra, fame o persecuzioni e che non si tratta di andare ad aiutarli a casa loro: certo non come abbiamo fatto finora andando a prendere petrolio, oro e diamanti e portando giù bombe e carri armati».
Francesca Vatteroni
«Alberto oggi ha 90 anni - spiega Evangelisti - una grande catena di ristoranti e pizzerie di cui ha ceduto le redini al figlio Mario e un'importante attività di import export tra Italia e Cile, di cui ha ceduto la guida a sua figlia Patricia, che esporta in Italia vino e salmone cileni ed importa dall'Italia in Cile, pasta, olii, formaggi e caffè. Raccontando di lui ho raccontato di un pezzo di storia della mia famiglia, visto che la mamma, che aveva un negozio di casalinghi in piazza Alberica e scomparsa durante la guerra, era una Evangelisti e poi attraverso di lui ho raccontato la storia di un viaggio che non è solo di Alberto».
Un romanzo scritto con grande onestà, per Maria Mattei, ricercatrice carrarese che riconosce il merito a Evangelisti di aver saputo rendere omaggio all'affascinante quanto forse contraddittoria figura di Alberto Rosselli, partito anarchico, diventato in America fiero anticomunista simpatizzante di Pinochet, ma che non esita ad aiutare il socio comunista messosi nei guai con il regime.
«Comunque un imprenditore che non si mette mai in coda per ossequiare il dittatore» ricorda la Mattei che loda dell'autore la capacità di ricerca sul tema dell'emigrazione degli italiani.
Tema di cui Riccardo Canesi, politico e stimato insegnante, durante la presentazione fa un excursus sui dati ufficiali che vedono l'Argentina al primo posto con la maggior percentuale di italiani emigrati e il Brasile con il maggior numero assoluto : «Leggendolo mi sono commosso perché vi ho visto la mia città» racconta Canesi. Anche Cristina Lorenzi, giornalista della Nazione di Carrara, non lesina complimenti allo scritto di Fabio Evangelisti: «L'ho letto in una volata: è scritto bene, con il cuore e fa affezionare subito ad Alberto e fa venir voglia di sapere come sta e cosa fa oggi», afferma.
Oggi Alberto ha quasi 90 anni e dopo 25 anni dal suo primo viaggio, subito dopo la guerra, dagli anni 70, prese a tornare regolarmente in Italia per il fratello, rimasto a Carrara: oggi che il fratello non c'è più continua di tanto in tanto a far ritorno in Italia per i figli del fratello. La giornalista ha quindi invitato l'autore ad esprimersi sul tema dei flussi migratori di allora e di oggi: «Ci sono delle differenze è vero - ammette Evangelisti - ma non dobbiamo dimenticare che oggi come allora è gente che lascia il paese d'origine per scappare da guerra, fame o persecuzioni e che non si tratta di andare ad aiutarli a casa loro: certo non come abbiamo fatto finora andando a prendere petrolio, oro e diamanti e portando giù bombe e carri armati».
Francesca Vatteroni
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