Il Tirreno

La casa silenziosa di don Morini

La casa silenziosa di don Morini

I vicini non lo vedono da giorni e lui finora è stato l’unico a non parlare

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MASSA. Sul citofono c’è il nome: “Morini”. Ed è l’unico segno che don Luca vive lì, nella villetta di Marina di Massa messa a disposizione dalla curia. Condomino silenzioso e riservato, alcuni tra i vicini non avevano nemmeno idea che abitasse lì. Le imposte sono chiuse e dall’esterno non c’è segno di attività. Se don Luca era in casa, ieri mattina, si era raccolto in penombra.

Una casa del silenzio. Quasi in contrapposizione con tutto quello che è precipitato, di nuovo, rumorosamente sui giornali dopo la scoperta dell’avviso di garanzia per lui, per il vescovo Santucci e per Emiliano Colombi recapitato dalla procura di Massa. Don Euro tace, per ora. Mentre fuori quello che era brusìo è diventato chiacchiera aperta.

In un ambiente, quello ecclesiastico, sì noto per la sua riservatezza, don Morini però è l’unico che non ha detto una parola. Quasi un voto del silenzio. Non un parola: nè quando Il Tirreno ha dato l’anteprima dell’avviso di garanzia, nè dopo, quando la procura ha convocato la conferenza stampa per chiarire meglio i contorni della vicenda. Alcuni dei suoi vicini raccontano di non vederlo da giorni. La dirimpettaia invece sostiene di averlo intravisto una settimana prima. «Esce di casa per prendere la posta e rientra subito. Ma non è una figura presente, quasi non lo riconoscevo guardando le foto sul giornale». La linea del suo avvocato, Giovanna Barsotti, è chiara: «Peccati, non reati». Don Luca, forse al buio di quelle stanze, pensa ai primi forse. E aspetta di capire come finirà per gli altri.

Libero Red Dolce

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