Il Tirreno

lo scandalo don euro. La difesa

Il vescovo Santucci: «Lamentava bisogno, lo aiutai per carità»

di Libero Red Dolce
Il vescovo Santucci: «Lamentava bisogno, lo aiutai per carità»

E spiega: «Nel 2015 gli chiesi di non tornare in parrocchia, disse che era senza soldi e lo aiutai». Ma il primo assegno è del 2012

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MASSA. Il vescovo arriva al Santuario del Carmine di Carrara alle 17.20, dieci minuti in anticipo sulla celebrazione. A piedi, usuale borsa nera sorretta dal braccio sinistro e passo deciso a superare i cronisti. Si ferma un attimo sulla porta d’ingresso: «Con lei non parlo, non dopo quello che ha scritto ieri». Ed entra. Ad attenderlo dentro una folla di fedeli, che hanno riempito la chiesa assistendo alla celebrazione finita dopo un’ora.

Non ha però lasciato la sua difesa alle fantasiose ricostruzioni o all’immaginazione. Divulga una nota nel pomeriggio, la prima dopo la conferenza stampa del procuratore Giubilaro e della sostituto procuratore Conforti. Ed è qualcosa in più di quanto detto finora. Si entra nel merito della vicenda.

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L’incipit del documento suona così: «La chiesa non celebra processi mediatici né alimenta una caccia all’uomo, colpevolizzando l’accusato prima ancora di averne accertato le responsabilità». E dunque il resto del documento sarà una precisazione, «senza quindi voler entrare nei dettagli della linea difensiva, che sarà resa nota nella sede e nei tempi opportuni, riguardo ai capi di imputazione nei confronti di monsignor Giovanni Santucci».

Si comincia con un tuffo nel passato, in quel 2015 che ancora non aveva consegnato don Luca Morini allo stato di star, seppure in negativo, delle cronache locali e nazionali. Ed è proprio in quel frangente pre-mediatico, chiamiamolo così, che Santucci rivendica la sua attività di “moral suasion”. «In data 15 maggio 2015, prima ancora che il caso di don Luca Morini assurgesse agli onori della cronaca nazionale, il vescovo aveva chiesto al sacerdote, di non rientrare in parrocchia, per dare seguito a verifiche e approfondimenti circa la sua condotta. La volontà dell’istituzione ecclesiastica era, ed è stata, fin dal principio, di fare chiarezza, evitando ogni sorta di “copertura”».

Santucci sostiene dunque di aver posto un argine alla condotta di don Euro.

A quel punto, si evince dal documento, parte un indagine interna della chiesa, condotta dal tribunale ecclesiastico di Firenze. «Tale decisione (quella di chiedere al sacerdote di non tornare in parrocchia, ndr), in attesa della conclusione dell’indagine interna, esponeva, di fatto, il sacerdote don Morini ad una mancanza di sostegno economico e il Vescovo, a norma della legge canonica, ha dovuto provvederne al mantenimento anche perché il sacerdote lamentava condizioni economiche di bisogno; non era compito del vescovo di verificarle, in ossequio al principio della doverosa assistenza pastorale».

Don Morini chiedeva, diceva di essere senza soldi perché non era più in parrocchia. E il vescovo, per un principio di carità pastorale, gli girava dei soldi.

«Inoltre, da maggio scorso – si legge ancora nella nota – il conto corrente dello stesso sacerdote è stato congelato, provocando, di conseguenza, un intervento caritatevole temporaneo nei suoi confronti, dettato da una situazione di difficoltà oggettiva».

In fondo al documento invece un accenno alla questione delle pressioni che secondo la procura avrebbe fatto sulla Cattolica Assicurazioni per fare avere a don Morini un premio assicurativo più alto. «Infine, sulle presunte «pressioni» alla compagnia assicurativa, di cui si accenna nel secondo capo di accusa, si tratta di un equivoco della procura».

Qualcosa però non torna nella scansione temporale. Nel documento diffuso ieri dalla diocesi di Massa-Carrara si parla del maggio 2015 come data della sospensione del parroco e dunque del problema finanziario lamentato da don Morini che ha comportato l’intervento del vescovo.

Ricordiamo però che nell’avviso di conclusione delle indagini viene indicata come data del primo versamento di Santucci a don Morini il 20 dicembre 2012, con un assegno dal conto personale del vescovo di 4mila euro. E altri tre Santucci li emetteva, sempre per 4mila euro totali, tra il 3 e il 23 gennaio 2013. Dunque due anni prima del termine indicato nel comunicato stampa.

E anche l’assegno per il quale Santucci risulta indagato, quello da mille euro intestato alle “Pie Fondazioni Legali” è precedente al maggio 2015. Data infatti, secondo quanto scrive la procrua, al 20 maggio del 2014. Un anno prima della richiesta di ritiro fatta a don Morini.
 

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