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Scandalo don Euro, il Monastero dei Cappuccini era un albergo di lusso

Scandalo don Euro, il Monastero dei Cappuccini era un albergo di lusso

Un gioco di parole. Un equivoco che non può non balzare all’occhio fra le carte della Procura. Don Luca diceva al vescovo di avere bisogno di un periodo di dieta, nel Monastero dei frati Cappuccini.Ma...

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di Alessandra Vivoli

MASSA-CARRARA. Don Luca Morini diceva al suo vescovo, monsignor Giovanni Santucci, di essere in una precaria condizione economica. E gli diceva anche che aveva bisogno di sottoporsi a particolari terapie dietologiche, all’interno di un Monastero di frati Cappuccini. Ma, in realtà, don Morini effettuava soggiorni in un albergo che dell’ordine dei frati portava solo il nome: le sue vacanze, infatti, erano nell’hotel extra lusso “Ai Cappuccini”, un cinque stelle a Gubbio rinomato per la sua Spa. Proprio quello dove don Luca eseguiva trattamenti cosmetici per il corpo. Così don Morini ha truffato il vescovo, inducendolo a consegnargli diverse somme di denaro, fra cui compaiono i “famosi” 1.000 euro che monsignor Santucci ha preso dal conto corrente “Pie Fondazioni Legate” e per cui adesso si trova anche lui indagato.

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Tutti i soldi che il vescovo ha versato a don Luca. Nelle carte della Procura, quelle dell’avviso di chiusura indagini, ci sono le cifre, e le date. Una dietro l’altra. Il 20 dicembre del 2012 il vescovo ha emesso dal suo conto corrente personale un assegno a don Luca: 4.000 euro. Altri tre assegni, sempre dal proprio conto, sono stati consegnati al Morini dal 3 gennaio 2013 al 23 gennaio dello stesso anno: per complessivi 4.000 euro. Il 20 maggio del 2014 il vescovo ha emesso l’assegno di 1.000 euro dal conto “Pie Fondazioni Legate”. Dal 22 al 31 luglio del 2015 gli assegni sono due, dal conto corrente diocesano, per 2.000 euro complessivi. E, ancora. Il 12 agosto (siamo sempre nel 2015) il vescovo stacca un altro assegno, da 400 euro, per don Morini dal suo conto personale. Il 25 agosto, dello stesso anno, c’è un altro assegno, di 900 euro, dal suo conto corrente diocesano. Dal 2 al 30 settembre 2015 monsignor Santucci ordinava bonifici dal conto corrente diocesano per un totale di 2.100 euro. Dal 7 al 16 ottobre (2015) ordinava altri bonifici, dallo stesso conto diocesano per complessivi 2.850 euro. Infine il 4 novembre 2016 altri bonifici, sempre dal conto diocesano, per 1.00 euro. Le truffe ai parrocchiani. C’è un capitolo, nelle carte delle procura che riguardano l’avviso di conclusioni indagini, che riguarda le truffe messe in atto ai danni dei parrocchiani. Uomini e donne che frequentavano la chiesa e che si fidavano di don Euro, tanto da destinargli somme consistenti, pensando che quel denaro andasse in beneficenza. Lui, don Luca, faceva credere di raccogliere denaro per i poveri: così ha costretto Vincenzo (nel dicembre del 2013) a fare un bonifico di 1.000 euro, per beneficenza. Ma quei soldi, insieme a molti altri, il sacerdote li ha trattenuti e usati - secondo la procura- per il pagamento di incontri sessuali con escort gay, soggiorni in hotel e beauty farm, viaggi in Italia e all’estero.

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Un altro dei fedeli truffati è stato Paolo (siamo a dicembre, sempre nel 2013): pensando di fare della beneficenza ai poveri della chiesa ha versato a don Morini 800 euro. E, ancora c’è un altro parrocchiano di Caniparola, Gabriele, a febbraio del 2015, staccò a don Luca un assegno da 150 euro, per beneficenza. Truffati anche colleghi sacerdoti. Non solo i parrocchiani, anche un collega sacerdote è caduto nella rete di don Luca. Don Giuseppe aiutò - la vigilia di Natale del 2015 - con un bonifico bancario da 500 euro don Luca che, proprio con lui, aveva lamentato le proprie difficoltà economiche. Anche don Gianfranco, che agiva per conto di un’associazione di volontariato spezzina, l’Accoglienza, si diede da fare per aiutare don Luca nel risarcimento di un debito familiare (così gli aveva detto), gli ha sborsato, con diversi assegni (dal 25 gennaio al 16 febbraio del 2016) un totale di 7.500 euro. Tutti quei soldi venivano spesi, secondo l’accusa, per gli incontri con gli escort (come ha raccontato Francesco Mangiacapra ) in viaggi e soggiorni in beauty farm. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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