Sicurezza
Crollo dell’argine del Carrione, processo a Torino
di Luca Borghini
Tre aziende hanno chiesto il risarcimento danni per 7 milioni L’alluvione del 2015 portò il fango negli uffici e nei capannoni
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CARRARA. Inizierà mercoledì il processo civile davanti al Tribunale delle acque di Torino per il ricorso presentato dalle tre aziende di via Argine Destro seriamente danneggiate dal crollo dell'argine il 5 novembre del 2014. Sarà la prima udienza del processo che, per la parte tecnica, è iniziato due anni fa. La Doganella graniti, la I.Van, entrambe dell'imprenditore Giorgo Vanelo e la Fontanili di Maurizio Fontanili hanno presentato una richiesta di risarcimento per i danni provocati dalla furia delle acque e del fango dovuti al crollo dell'argine destro del torrente Carrione. Tre aziende che sono ripartite con grande difficoltà dopo l'alluvione del 2014. Il crollo qualche decina di metri a monte dei piazzali delle aziende ha spinto il fango dentro gli uffici, i capannoni e le aree di lavoro.
I danni "incalcolabili" sotto il profilo umano sono invece stati stimati dai periti del tribunale e di parte con un primo procedimento avviato già nel 2016. Nell'immediatezza le aziende, assistite dagli studi legali degli avvocati Riccardo Diamanti e Massimo Santella, hanno chiesto al tribunale un accertamento tecnico preventivo (Atp) che permette di svolgere accertamenti irripetibili da fare nell'immediatezza ossia, in questo caso, quando ancora l'argine lo permetteva prima dei lavori di ripristino. In un primo momento erano stati stimati circa 7 milioni di euro di danni per le tre aziende.
A quel punto il Tribunale per dare seguito al procedimento ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, l'ingegner Andrea Gianasso di Torino, per svolgere gli accertamenti e per verificare l'ammontare dei danni. Nel novembre 2016 il consulente ha depositato la perizia che di fatto sarà il punto di partenza del dibattimento. Le notifiche nella prima fase processuale all'epoca sono state inviate al Comune, alla Provincia, alla Regione, al ministero dell'Economia e Finanze, alla Port Authority, a due ingegneri, al Consorzio di bonifica Toscana Nord, alla ditta che ebbe l'appalto dell'argine e alla ditta sub appaltatrice. A tutti quei soggetti cioè che a vario titolo hanno un legame con il Carrione e con i lavori gli argini.
I danni "incalcolabili" sotto il profilo umano sono invece stati stimati dai periti del tribunale e di parte con un primo procedimento avviato già nel 2016. Nell'immediatezza le aziende, assistite dagli studi legali degli avvocati Riccardo Diamanti e Massimo Santella, hanno chiesto al tribunale un accertamento tecnico preventivo (Atp) che permette di svolgere accertamenti irripetibili da fare nell'immediatezza ossia, in questo caso, quando ancora l'argine lo permetteva prima dei lavori di ripristino. In un primo momento erano stati stimati circa 7 milioni di euro di danni per le tre aziende.
A quel punto il Tribunale per dare seguito al procedimento ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, l'ingegner Andrea Gianasso di Torino, per svolgere gli accertamenti e per verificare l'ammontare dei danni. Nel novembre 2016 il consulente ha depositato la perizia che di fatto sarà il punto di partenza del dibattimento. Le notifiche nella prima fase processuale all'epoca sono state inviate al Comune, alla Provincia, alla Regione, al ministero dell'Economia e Finanze, alla Port Authority, a due ingegneri, al Consorzio di bonifica Toscana Nord, alla ditta che ebbe l'appalto dell'argine e alla ditta sub appaltatrice. A tutti quei soggetti cioè che a vario titolo hanno un legame con il Carrione e con i lavori gli argini.
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