Gioco
Alle fosse del Frigido i cadaveri furono 147. «Strage aberrante»
La commemorazione dell’eccidio del 16 settembre 1944 dove furono trucidati i detenuti dell’allora carcere al Castello
MASSA. «Una strage inutile dal punto di vista militare. Così come inutili erano considerate le vite delle 147 persone che sono state uccise in queste fosse, colpevoli di non apportare un contributo economico al nazifascismo. In questi giorni in cui si sventolano bandiere della Repubblica Sociale, non possiamo legittimare in alcun modo quelle che sono manifestazioni di esaltazione di questi crimini aberranti».
Una cerimonia all'aperto baciata dal sole quella in ricordo delle vittime dell'Eccidio nazifascista consumato nel 1944 alle fosse del Frigido di San Leonardo. Si è rivolto in particolare ai giovani presenti alla manifestazione, il sindaco di Massa Alessandro Volpi, quasi duecento studenti degli istituti di istruzione Meucci e alberghiero Minuto, che accompagnati dalle rispettive professoresse hanno seguito la cerimonia in religioso silenzio. Un incontro che è stato un passaggio di ricordi e di emozioni, che ha unito giovani e ultra novantenni, uniti dalla necessità di ricordare e onorare quello che a pochi passi da loro avvenne 73 anni fa.
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Il 16 settembre ’44, alle fosse del Frigido, 147 detenuti del carcere maschile al Castello Malaspina furono trucidati dai nazifascisti in ritirata. Il carcere monumentale, l’unico rimasto in zona dopo il bombardamento di quello alla stazione, ospitava detenuti comuni di diverse nazionalità che alla scadenza dell’ultimatum tedesco per l’evacuazione della città furono caricati su camion, portati a San Leonardo e fucilati. I loro cadaveri furono scoperti nel '46. «Il 1947 per la provincia di Massa-Carrara – è intervenuto il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti - fu un anno caratterizzato da un via vai di persone di diverse nazionalità, che vennero a riconoscere i presunti parenti morti in quelle fosse. Un lavoro di ricostruzione durato 5 anni. Guadine, Forno, Vinca, un lungo elenco di stragi per la nostra provincia, che abbiamo il dovere di portarci dentro. Perché fascismo non è qualcosa del passato. È una categoria politica ancora presente».
Organizzata dall'amministrazione comunale di Massa e da quella provinciale in collaborazione con l'Anpi, la manifestazione è iniziata alle 9.30 nella chiesa di San Leonardo con la celebrazione della messa tenuta da Don Alvaro Giannetti. Presenti anche il prefetto Enrico Ricci, il questore Giuseppe Ferrari, il comandante dei carabinieri Valerio Liberatori, il comandante della guardia di finanza Giovanni Fiumara, l'assessore regionale Marco Remaschi, l'assessore comunale Elena Mosti, i consiglieri comunali Fabrizio Brizzi e Nicola Cavazzuti.
La banda musicale Guglielmi -Verdi ha accompagnato la cerimonia con i canti partigiani fino alla deposizione della corona ai piedi della Stele di San Leonardo.
Camilla Palagi
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