Il dolore
il comune sul parco di castagnetola
Staccionata sotto sequestro «Non possiamo intervenire»
MASSA. A distanza di oltre un mese dalla morte di Cesarina Padroni, è ancora posta sotto sequestro dalla magistratura la zona del parco di Castagnetola dove è avvenuta - l’11 agosto scorso - la...
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MASSA. A distanza di oltre un mese dalla morte di Cesarina Padroni, è ancora posta sotto sequestro dalla magistratura la zona del parco di Castagnetola dove è avvenuta - l’11 agosto scorso - la tragedia che è costata la vita all’anziana signora 84enne. Ed è per questo che la staccionata in legno è sempre rotta in diverse sue parti, e nessuno fino ad ora è mai intervenuto per ripararla.
Spiega sulla questione il vicesindaco di Massa, Uilian Berti: «Alla luce anche delle nuove proteste dei cittadini e dei frequentatori dell’area a verde (pubblicate ieri sul Tirreno, ndr), stiamo valutando con gli uffici comunali se presentare o meno una richiesta formale di dissequestro. Ma è chiaro che dobbiamo lasciare tranquilli gli inquirenti nel loro lavoro. Dunque se qualcuno ha avuto accesso all’area dove sono apposti i sigilli, ha evidentemente violato la legge».
Cesarina Padroni quel giorno si era appoggiata alla recinzione del parco, che però non resse e si staccò dal terreno. La signora fece così due metri di volo verso il basso, battendo la testa ed entrando in coma. All’ospedale poi il suo cuore smise di battere. Molte le proteste e le richieste di giustizia da parte dei familiari. E anche numerose le lamentele (e diverse denunce sulle condizioni in cui si trova il giardino pubblico) dei cittadini che nel parco di Castagnetola passano qualche ora delle loro giornate, e alla luce di questi fatti non si sentono in assoluta sicurezza.
«Credevamo che l’area fosse restituita dal Tribunale nel giro di quindici giorni dalla tragedia, invece a questo punto è ormai passato più di un mese - riprende Berti - il parco comunque è stato assegnato a un’associazione del territorio, che si occuperà degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra questi lavori, ma non è l’unico, c’è anche quello di ristrutturare le recinzioni e sostituire le travi in legno nelle parti dove si presentano più rovinate. L’associazione potrà iniziare a intervenire una volta dissequestrata l’intera area».
(lu.si.)
Spiega sulla questione il vicesindaco di Massa, Uilian Berti: «Alla luce anche delle nuove proteste dei cittadini e dei frequentatori dell’area a verde (pubblicate ieri sul Tirreno, ndr), stiamo valutando con gli uffici comunali se presentare o meno una richiesta formale di dissequestro. Ma è chiaro che dobbiamo lasciare tranquilli gli inquirenti nel loro lavoro. Dunque se qualcuno ha avuto accesso all’area dove sono apposti i sigilli, ha evidentemente violato la legge».
Cesarina Padroni quel giorno si era appoggiata alla recinzione del parco, che però non resse e si staccò dal terreno. La signora fece così due metri di volo verso il basso, battendo la testa ed entrando in coma. All’ospedale poi il suo cuore smise di battere. Molte le proteste e le richieste di giustizia da parte dei familiari. E anche numerose le lamentele (e diverse denunce sulle condizioni in cui si trova il giardino pubblico) dei cittadini che nel parco di Castagnetola passano qualche ora delle loro giornate, e alla luce di questi fatti non si sentono in assoluta sicurezza.
«Credevamo che l’area fosse restituita dal Tribunale nel giro di quindici giorni dalla tragedia, invece a questo punto è ormai passato più di un mese - riprende Berti - il parco comunque è stato assegnato a un’associazione del territorio, che si occuperà degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra questi lavori, ma non è l’unico, c’è anche quello di ristrutturare le recinzioni e sostituire le travi in legno nelle parti dove si presentano più rovinate. L’associazione potrà iniziare a intervenire una volta dissequestrata l’intera area».
(lu.si.)
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