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I fedeli dissero: «Coprire è imperdonabile»

I fedeli dissero: «Coprire è imperdonabile»

A febbraio si riunirono sotto il duomo chiedendo un segnale. Don Luca Franceschini chiese perdono

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MASSA. «Errare humanum est. Perseverare diabolicum. Coprire imperdonabile». A questo climax ascendente, scritto su un cartello in un mix di latino e italiano, i fedeli avevano affidato il loro malessere, radunandosi lo scorso anno sulle scale del duomo di Massa per chiedere alla chiesa di fare di più per appurare le responsabilità di don Luca Morini nelle truffe denunciate dai suoi parrocchiani.

I fedeli avevano chiesto di parlare con il vescovo Santucci e furono accolti da don Luca Franceschini, delegato della Curia per gli affari generali. Fu un incontro sentito, con i parrocchiani che raccontarono la loro delusione e lo sbigottimento per quei soldi che avevano creduto di affidare al loro parroco per opere di beneficenza e carità e che invece pare finissero sperperati per festini e lusso da “don Euro”.

A don Luca i fedeli raccontarono che don Morini, durante la messa, raccontava di anziani senza cibo da giorni, chiedendo di portare la spesa in parrocchia. Ma nessuno, raccontavano sempre i fedeli, riceveva mai nulla. Le mamme raccontarono di una fantomatico progetto di don Euro per costruire un parco giochi fuori dalla chiesa per i bambini: «Raccoglievamo offerte facendo feste e aste, lui ci chiese sempre di dargli tutto il ricavato e noi genitori perdemmo molti soldi, senza veder realizzato il parco». E tutto, benedizioni di case, messe per i defunti e persino i funerali erano diventati a pagamento.

Don Luca, dopo averli sentiti, fece autocritica. «Chiediamo perdono a questi fedeli se hanno sofferto, se si sentono traditi dalla chiesa e se per colpa delle nostre lungaggini interne non siamo ancora riusciti a far piena chiarezza sulla questione».

Il caso di don Euro, come si capisce, valicò velocemente i confini provinciali e regionali per diventare un caso nazionale. Intervistato dalla trasmissione di Mediaset, Le Iene, il parroco di fronte alla telecamere sostenne che i soldi che aveva speso per festini, alberghi lussuosi a Napoli e costosi regali, venivano da una presunta eredità. «Tutto con i soldi ereditati dalla mia famiglia». Per smentirsi un attimo dopo: «Una famiglia povera la mia, sì». (l.r.d.)

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