Sicurezza
I consiglieri litigano sul tappeto da volley
L’opposizione attacca: pasticcio amministrativo, la maggioranza replica: tuteliamo la squadra
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MASSA. Che si sia trattato di un pasticcio ormai è chiaro: il tappeto da volley che la squadra Fonteviva di Massa dovrebbe utilizzare per giocare i campionati di serie A2 di pallavolo maschile sta diventando adesso anche un caso politico molto serio.
A dimostrarlo c’è l’incontro (a porte chiuse) avvenuto ieri mattina tra Italo Vullo, presidente della società cittadina, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il dirigente del settore lavori pubblici del municipio, Fernando Della Pina. Poi c’è la lettera che Vullo ha affidato ai social network: «Vorrei che fossimo tenuti fuori dalle beghe politiche - scrive - siamo una società sportiva senza scopo di lucro con tutte le nostre squadre portiamo il nome di Massa in tutta Italia, nonostante dal 2006 la città sia priva di un qualsiasi impianto sportivo di livello accettabile. Abbiamo raggiunto un risultato sportivo eccezionale anziché cercare il pelo nell'uovo, stringetevi intorno alla squadra della vostra città, sostenetela e seguitela al palasport di La Spezia».
Leggendo queste parole alcuni consiglieri comunali (sia di maggioranza che di opposizione) si sono sentiti come quelli che stanno cercando il pelo nell’uovo, con l’unico obiettivo di “fare le scarpe” alla società di volley. Così ieri mattina si è riunita l’ennesima commissione consiliare (Sport e Bilancio congiunta) a cui non ha partecipato nessun assessore competente, né alcun dirigente, perché i presidenti (Casotti Psi e Panesi Pd) avevano dimenticato di inviargli la convocazione dell’assemblea. Altre volte, invece, gli incontri sul tappeto di volley sono stati appositamente disertati dai vertici del Comune di Massa.
In commissione poi le posizioni sono chiaramente diverse: da segnalare c’è quella di tre consiglieri (Dina Dell’Ertole del Pd, Giovanna Santi sempre del Pd e Sabrina Bertelloni di Mdp) che chiedono di «evitare di parlarne ancora» visto che le commissioni convocate su questo argomento sono state «anche troppe» e «senza arrivare a nessun risultato». C’è chi chiede che il tappeto, a questo punto, venga comunque posato nel palazzetto dello sport di La Spezia, per permettere alla squadra di giocare, e chi invece ne chiede la restituzione; chi sostiene che ci sarebbe stato bisogno di una variazione di bilancio per stanziare i soldi dell’acquisto e chi conferma che, in ogni caso, non andavano presi dal capitolato delle palestre scolastiche, visto che in una palestra della città quel tappeto non ci potrà mai finire, perché nessun impianto è omologato per il campionato di massima serie di pallavolo.
Il presidente Italo Vullo, in una intervista a Il Tirreno smentisce, non volendo, il dirigente Della Pina, dichiarando che quel tappeto avrebbe dovuto seguire la squadra fin da subito, quindi essere posato a La Spezia dove, gioco forza, la Fonteviva Massa disputerà le partite casalinghe. L’amministrazione però ancora non ha risposto a nessuno, e secondo Stefano Caruso (Toscana Attiva), ormai non sa come uscire dall’inghippo di aver «comprato un tappeto per la Fonteviva, non avendo la struttura per poterlo installare, utilizzando soldi delle palestre scolastiche, quando avrebbe potuto farlo pagare all’Evam come unica forma di sponsor» (l’accordo prevede invece che Evam, partner della società, versi una cifra di 30.000 euro più la fornitura di acqua per l’intera stagione sportiva della squadra).
Il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti, dalla sua pagina Facebook, parla di «furbi, che pensavano nessuno si accorgesse di ciò che stavano facendo; roba da Magistratura, oltre che da Corte dei Conti» e svela anche che «nessuna altra squadra di pallavolo di serie A è sponsorizzata da un ente pubblico come la Fonteviva Massa». Gli Arancioni, infine, si sentono di rispondere alla lettera di Vullo sempre sui social: «Noi siamo d’accordo sul fatto che la città offra un sostegno ad una squadra che ha saputo arrivare a competere a questi livelli. D'altra parte, però, quando i consiglieri si trovano di fronte ad un atto amministrativo che afferma che il tappeto serve per lo svolgimento di partite di pallavolo di serie A2, e che verrà utilizzato nelle palestre scolastiche cittadine con risorse prese dalle palestre scolastiche del Comune di Massa, non possono far altro che chiedere chiarimenti. È un loro diritto, è un loro dovere».
(m.d.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A dimostrarlo c’è l’incontro (a porte chiuse) avvenuto ieri mattina tra Italo Vullo, presidente della società cittadina, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il dirigente del settore lavori pubblici del municipio, Fernando Della Pina. Poi c’è la lettera che Vullo ha affidato ai social network: «Vorrei che fossimo tenuti fuori dalle beghe politiche - scrive - siamo una società sportiva senza scopo di lucro con tutte le nostre squadre portiamo il nome di Massa in tutta Italia, nonostante dal 2006 la città sia priva di un qualsiasi impianto sportivo di livello accettabile. Abbiamo raggiunto un risultato sportivo eccezionale anziché cercare il pelo nell'uovo, stringetevi intorno alla squadra della vostra città, sostenetela e seguitela al palasport di La Spezia».
Leggendo queste parole alcuni consiglieri comunali (sia di maggioranza che di opposizione) si sono sentiti come quelli che stanno cercando il pelo nell’uovo, con l’unico obiettivo di “fare le scarpe” alla società di volley. Così ieri mattina si è riunita l’ennesima commissione consiliare (Sport e Bilancio congiunta) a cui non ha partecipato nessun assessore competente, né alcun dirigente, perché i presidenti (Casotti Psi e Panesi Pd) avevano dimenticato di inviargli la convocazione dell’assemblea. Altre volte, invece, gli incontri sul tappeto di volley sono stati appositamente disertati dai vertici del Comune di Massa.
In commissione poi le posizioni sono chiaramente diverse: da segnalare c’è quella di tre consiglieri (Dina Dell’Ertole del Pd, Giovanna Santi sempre del Pd e Sabrina Bertelloni di Mdp) che chiedono di «evitare di parlarne ancora» visto che le commissioni convocate su questo argomento sono state «anche troppe» e «senza arrivare a nessun risultato». C’è chi chiede che il tappeto, a questo punto, venga comunque posato nel palazzetto dello sport di La Spezia, per permettere alla squadra di giocare, e chi invece ne chiede la restituzione; chi sostiene che ci sarebbe stato bisogno di una variazione di bilancio per stanziare i soldi dell’acquisto e chi conferma che, in ogni caso, non andavano presi dal capitolato delle palestre scolastiche, visto che in una palestra della città quel tappeto non ci potrà mai finire, perché nessun impianto è omologato per il campionato di massima serie di pallavolo.
Il presidente Italo Vullo, in una intervista a Il Tirreno smentisce, non volendo, il dirigente Della Pina, dichiarando che quel tappeto avrebbe dovuto seguire la squadra fin da subito, quindi essere posato a La Spezia dove, gioco forza, la Fonteviva Massa disputerà le partite casalinghe. L’amministrazione però ancora non ha risposto a nessuno, e secondo Stefano Caruso (Toscana Attiva), ormai non sa come uscire dall’inghippo di aver «comprato un tappeto per la Fonteviva, non avendo la struttura per poterlo installare, utilizzando soldi delle palestre scolastiche, quando avrebbe potuto farlo pagare all’Evam come unica forma di sponsor» (l’accordo prevede invece che Evam, partner della società, versi una cifra di 30.000 euro più la fornitura di acqua per l’intera stagione sportiva della squadra).
Il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti, dalla sua pagina Facebook, parla di «furbi, che pensavano nessuno si accorgesse di ciò che stavano facendo; roba da Magistratura, oltre che da Corte dei Conti» e svela anche che «nessuna altra squadra di pallavolo di serie A è sponsorizzata da un ente pubblico come la Fonteviva Massa». Gli Arancioni, infine, si sentono di rispondere alla lettera di Vullo sempre sui social: «Noi siamo d’accordo sul fatto che la città offra un sostegno ad una squadra che ha saputo arrivare a competere a questi livelli. D'altra parte, però, quando i consiglieri si trovano di fronte ad un atto amministrativo che afferma che il tappeto serve per lo svolgimento di partite di pallavolo di serie A2, e che verrà utilizzato nelle palestre scolastiche cittadine con risorse prese dalle palestre scolastiche del Comune di Massa, non possono far altro che chiedere chiarimenti. È un loro diritto, è un loro dovere».
(m.d.a.)
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