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Far west nel marmo: «Troppo silenzio»

MASSA. Far west alle cave, intervengono Rifondazione Comunista e Massa Città in Comune. «Le dichiarazioni del Procuratore Aldo Giubilaro sono passate quasi inascoltate nella città. Ci aspettavamo...

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MASSA. Far west alle cave, intervengono Rifondazione Comunista e Massa Città in Comune. «Le dichiarazioni del Procuratore Aldo Giubilaro sono passate quasi inascoltate nella città. Ci aspettavamo commenti, dichiarazioni magari discordanti, ci aspettavamo smentite - scrivono in una nota - in un territorio che si contraddistingue per la disoccupazione, per la stagnazione economica, per le discariche di rifiuti, per le malattie tumorali, per inchieste legate alla malavita organizzata, parole come quelle proferite dal procuratore del Tribunale in audizione nella commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti, avrebbero dovuto aprire un dibattito serio nella città tra le forze politiche, le istituzioni, tra i cittadini».

«Invece nulla - continuano i due partiti - in questo silenzio solleviamo il problema e chiediamo a tutti cosa pensano delle parole del procuratore in merito alla presenza sul nostro territorio di una “combinazione tra imprenditoria e poteri pubblici e privati, un'area abbastanza opaca, in cui purtroppo si realizzano fatti di rilevanza penale” chiediamo una reazione rispetto a dichiarazioni come “i titolari delle aziende che operano le estrazioni dalle cave per una serie di motivi vecchi, ormai abbastanza incancreniti sul territorio, sostanzialmente le gestiscono come se fossero delle cose del tutto private e personali. Questa è un po' la sensazione, ma più che una sensazione, è quasi una forma di realtà”. E per finire chiediamo di commentare le parole del Procuratore a proposito di esponenti della giustizia amministrativa che sarebbero portati “a svalutare questo tipo di situazioni, in modo da avere sempre un approccio accomodante, accondiscendente verso l'imprenditore del marmo”».

Per Rifondazione e Massa Città in Comune queste dichiarazioni meriterebbero una riflessione ma, sottolineano, «il silenzio di tanti ha consentito fino a oggi a qualcuno di agire per i propri interessi. Quel silenzio ha portato la nostra città alla situazione di impoverimento e di degrado ambientale nella quale viviamo oggi. È il momento di tornare a parlare, e ad alta voce, per rompere un qualcosa che assomiglia molto all'omertà».

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