Sicurezza
Sciopero degli operai BCube contro il cambio di appalto
Massa, cinquanta lavoratori Fiom di fronte alla sede Ge&Oil: assenti Cisl e Uil
MASSA. Potrebbe andare avanti ad oltranza lo sciopero iniziato lunedì 18 settembre da 50 dipendenti della BCube, azienda multinazionale che si occupa di logistica integrata per conto della Ge&Oil; dieci di loro di cui nove alla sede di Massa ed uno a Firenze, dal 1 ottobre saranno trasferiti alla Logistics&Painting srl, azienda subappaltatrice e controllata al 100 per cento da BCube. Trasferimenti interni che, sulla carta, non prevedono alcun cambiamento per il lavoratore né di contratto né di retribuzione: resterà applicato l’attuale Ccnl Federmeccanica proprio come indica l’articolo 2112 del Codice civile per cui in caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Insomma, per gli operai non cambierebbe nulla tant’è che lo stesso accordo che il sindacato a Massa rifiuta, a Firenze è stato firmato e Fim Cisl (l’organizzazione sindacale più rappresentativa in Ge&Oil) e Uilm non si sono unite alla protesta portata avanti dalla sola Fiom Cgil.
Come spiega Michele Pesce, capo del personale BCube, «l’azienda si è sempre resa disponibile e l’accordo proposto prevede la clausola di salvaguardia per i dieci dipendenti, le altre questioni le avremmo valutate a conferimenti avvenuti». Ma alla Fiom Cgil quell’accordo non piace perché «non rispetta il mandato assembleare»: in questi mesi ha chiesto più volte che fossero rivisti, prima del passaggio, inquadramenti dei livelli per alcuni lavoratori adeguati alle mansioni che svolgono e, soprattutto, di togliere dal «pacchetto» il trasferimento da BCube a Logistics&painting di Daniela Mangiacotti, del settore amministrativo, eletta Rsu Fiom. Questioni di elezioni sindacali secondo l’azienda, questioni di diritti per il sindacato. «La segreteria del sindacato non ha dato il nulla osta per il conferimento – dice la dipendente – quindi l’iter non può avvenire; ma l’azienda vuole liberarsi di una rappresentante Fiom». Inoltre, a fine agosto, BCube spa comunica ai sindacati che «la fase di informazione e consultazione si intende esperita ed esaurita» così i dipendenti si sono risolti per una forma di protesta che portasse i vertici aziendali a sedersi nuovamente ad un tavolo.
Lunedì 18 settembre hanno scioperato, ottenendo il sostegno di altri lavoratori delle aziende di subappalto e delle Rsu Nuovo Pignone; presente nel piazzale di Ge&Oil anche l’assessore del comune di Massa Elena Mosti. Con o senza il parere positivo della Fiom, Bcube porterà avanti la procedura di riorganizzazione forti della loro trasparenza: «Abbiamo incontrato ogni singola persona per spiegare il piano industriale e ribadire che, per il lavoratore non c’è alcuna conseguenza; si sta strumentalizzando la vicenda» aggiunge Pesce. «Dall’ 1 ottobre quindi il passaggio dall’azienda appaltatrice a quella di subappalto avverrà comunque – dichiara Daniela Mangiacotti - a quel punto apriremo la fase legale perché secondo il sindacato non ci sono le possibilità per questi dieci conferimenti». Lo conferma Alessio Castelli, Fiom Cgil: «difendiamo i diritti dei lavoratori che sono quelli di non sottostare a ricatti e pressioni. I nostri avvocati hanno dato parere negativo sull’iter intrapreso da BCube; non abbiamo mai detto no ad un accordo, ma con delle garanzie che al momento non sono state riconosciute».
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