Il Tirreno

Fonteviva senza casa per colpa del tappeto

di Manuela D’Angelo
Fonteviva senza casa per colpa del tappeto

La superficie removibile è obbligatoria per la Serie A di volley Doveva andare a Spezia, ma è ancora arrotolata alla Bertagnini

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MASSA. Penalizzati, da anni, pur essendo una grande squadra di pallavolo arrivata fino alla serie A e il cui destino oggi è beffardamente legato ad un tappeto di taraflex. Se il tappeto da volley, comprato dal comune di Massa per 24.000 euro non verrà posato entro il 1° ottobre in un palazzetto omologato per le partite di serie A, la Fonteviva Massa perderà la partita a tavolino e così sarà per tutte le altre partite da giocare in casa.

Troppe cose non tornano nel caso del tappeto da volley, al momento stoccato davanti alla palestra Bertagnini di Massa, ma Italo Vullo presidente della società di pallavolo Fonteviva Massa ha le idee molto chiare: «Non capisco cosa sia accaduto- dichiara - non capisco la marcia indietro dell’amministrazione. Quel tappeto è nato per essere posato nel palazzetto dello sport di La Spezia, visto che a Massa il palazzetto non è ancora stato costruito. Quel tipo di tappeto non può e non deve essere posato in una palestra scolastica, perché non è la sua funzione. Deve essere usato esclusivamente per disputare le partite di campionato di serie A». Vullo conferma, dunque, che quel tappeto doveva finire a Spezia, per disputare al massimo 15 partite di campionato, removibile, senza grandi difficoltà appena dopo la fine delle gare. Quindi non un bene regalato a un altro Comune, ma in dotazione di una società sportiva cittadina.

Questo punto è delicato, visto che oggi il Comune, con il dirigente Fernando Della Pina, nega che il tappeto avrebbe dovuto valicare i confini comunali, e sostiene che invece fosse stato comprato per la palestra Bertagnini. «Non è possibile- dice Vullo - quel tappeto è stato comprato per noi, e non c’è niente di strano o di illegale in questo. Non è stato regalato a me o alla mia società. È un bene del Comune acquistato perché noi siamo obbligati a giocare su un tappeto di quel genere essendo arrivati in serie A. Qualunque amministrazione, con una struttura omologata, avrebbe dovuto acquistare dalla Lega Pallavolo quel tipo di tappeto per far giocare in casa la sua squadra. Ora, purtroppo, accade che Massa non ha strutture omologate per le partite di serie A, ma non è colpa nostra. Abbiamo dovuto chiedere al Comune di Spezia di ospitarci nel suo palazzetto per farci disputare il campionato, ma poiché Spezia non ha una squadra cittadina in serie A, quel palazzetto non possedeva il tappeto obbligatorio. Mi sembra ovvio che non poteva essere l’amministrazione comunale ligure a doversi sobbarcare anche quella spesa, per una squadra che non è la sua».

A conferma di questo c’è la determina dello scorso giugno che in premessa dice una cosa essenziale: «Per la partecipazione al campionato di pallavolo di serie A maschile è obbligatorio l’utilizzo di una pavimentazione tecnica omologata dalla Fipav». La determina è però scritta male quando sostiene che «il campionato di serie A deve svolgersi nelle palestre comunali di Massa o nelle palestre di alcuni edifici scolastici». «Nessuna palestra comunale o scolastica può ospitare un campionato di serie A. Va da sé che quel tappeto non può essere montato alla Bertagnini», dice Vullo.

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