Il Tirreno

Dieci mesi per una visita alla spalla Va dal privato

MASSA. Se per una tac alla spalla per un dolore insistente nel pubblico tocca aspettare 10 mesi, tanto vale andare nel privato. Non è un bell’assunto, ma la conclusione alla quale è giunta una donna...

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MASSA. Se per una tac alla spalla per un dolore insistente nel pubblico tocca aspettare 10 mesi, tanto vale andare nel privato. Non è un bell’assunto, ma la conclusione alla quale è giunta una donna dopo un tentativo al Cup di via Bassa Tambura per ottenere una visita. Tempi di attesa troppo lunghi e per proposte più prossime nel tempo bisogna andare almeno a Fivizzano. «Ma io ormai non guido più in autostrada, non sono abituata. Quel che mi chiedo è perché una massese per avere una visita deve aspettare così tanto o doversi spostare», spiega la signora che preferisce rimanere anonima.

La signora, settantenne, alla fine ha optato per le cure private. L’appuntamento di Fivizzano avrebbe potuto coglierlo, ma si trattava di un viaggio, per quanto breve, che non si sente di affrontare. «Chi vive a Fivizzano dovrebbe potersi curare in tempi ragionevoli dalle sue parti. Lo stesso dovrebbe valere per chi sta a Massa e vorrebbe fare un controllo».

La donna si è prima rivolta al suo medico curante che dopo averla visitata le ha prescritto un controllo con la tac per avere dei risultati più precisi. «Sono andata al Cup convinta che si trattasse di una cosa risolvibile in poco tempo. E invece, dopo avere aspettato, mi sono trovata in questa situazione».

Di aspettare non ne vuole sentire parlare. «Piuttosto andrò da un privato, spendendo dei soldi. Sono vedova, i miei figli vivono lontano da qui. Non posso certo chiedere loro di accompagnarmi e perdere un giorno di lavoro. Menomale che il servizio è pubblico». (l.r.d.)

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