Il Tirreno

Riconsegnato il bassorilievo alla parrocchia di Aulla

Riconsegnato il bassorilievo alla parrocchia di Aulla

Partecipata cerimonia per la restituzione dell'opera in marmo sottratta nel maggio scorso. L'abbazia di San Caprasio festeggia i 200 anni di storia

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AULLA. Il bassorilievo in marmo rubato è tornato là dove deve stare, attaccato al leggio in legno della dell’abbazia di San Caprasio e la «cittadinanza laica e quella religiosa si sono strette in una cerimonia molto bella e sentita per celebrare l’avvenimento», per usare le parole del sindaco Roberto Valettini.

L’opera era stata rubata il 9 maggio scorso: è alta 94 centimetri, misura alla base 54 centimetri e raffigura la Madonna con bambino che fa baciare la corona del rosario ad un cappuccino con bisaccia, inginocchiato, che, a sua volta, porge alla Madonna un cuore.

«La chiesa era piena come ogni domenica, forse qualcosa in più per questa occasione», commenta don Giovanni Perini. «La nostra chiesa aveva già subito altri colpi, sembrava quasi che ci avessero preso di mira. A noi le chiese chiuse non piacciono, la teniamo aperta. Ci sembra giusto così. Ma si cominciavano a sentire dei malumori, la gente era giustamente preoccupata». Era la terza volta che l’abbazia di San Caprasio subiva in pieno giorno un furto sacrilego: anni fa erano state asportate le sette spade d’argento della Madonna Addolorata, mentre lo scorso anno fu rubata un’acquasantiera che era utilizzata come fonte battesimale.

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«Io voglio ringraziare l’ottimo lavoro dei carabinieri, è principalmente grazia a loro se siamo riusciti a riavere il bassorilievo. Ma non posso dimenticare la grande partecipazione, anche sui social network, dei cittadini. Si sono messi a disposizione delle forze dell’ordine e si sa, quando c’è collaborazione, è più facile venire a capo dei problemi».

Alla cerimonia era presente il maggiore Tiziano Marchi, in rappresentanza del comando provinciale e il tenente Andrea Quattrocchi, comandante della compagnia di Pontremoli.

Soddisfazione ha espresso anche il sindaco Valettini. «È bello che questo ritrovamento coincida con la ricorrenza dei 200 anni della parrocchia, che è stata sede abbaziale. Un faro di cultura come altri importantissimi in Europa». Alle 18, per celebrare le ricorrenza, ha suonato la Banda della marina militare comando dell’ammiragliato dell’alto tirreno di La Spezia.
 

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