Finanza
Uccise il figlio, pena confermata
Carrara, la Cassazione respinge il ricorso di Giuseppe Muracchioli: non era incapace di intendere al momento del delitto
CARRARA. Nessuno sconto di pena. La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa: per Giuseppe Muracchioli il commerciante e maestro di arti marziali di 82 anni che uccise il figlio a colpi di pistola, resta la condanna della Corte di Assise a 9 anni e 4 mesi (gliene restano da scontare poco più di sette).
Una vicenda dolorosa che arriva al suo epilogo. Giuseppe Muracchioli nel settembre del 2011 uccise il figlio di 39 anni, Massimo, scaricandogli in pieno petto cinque colpi di pistola (IL FATTO). In Cassazione la difesa aveva cercato di ottenere il riconoscimento della completa incapacità di intendere e di volere al momento della tragedia. In primo grado (il processo - lo ricordiamo - si era celebrato con rito abbreviato), Giuseppe Muracchioli venne condannato alla pena di 14 anni, pena che sta scontando, data la sua anziana età, in casa, con il solo obbligo di dimora. In Corte di Assise di Genova lo scorso anno la condanna era stata riformata da 14 anni a 9 anni e 4 mesi.
L’avvocato di Muracchioli, Giovanna Barsotti, aveva presnetato quindi ricorso in Cassazione, per il riconoscimento della incapacità totale di intendere e di volere del padre quando uccise il figlio.
Il delitto avvenne la sera del 3 settembre del 2011 in via Rinchiosa a Marina di Carrara, nell’abitazione dove padre e figlio vivevano assieme. Al culmine di un litigio, uno dei tanti che ormai avvelenavano i loro rapporti, Giuseppe Muracchioli estrasse la sua pistola calibro 7,65 dal cassetto del salotto, raggiunse Alessandro in camera da letto e fuoco: cinque colpi che uccisero quasi sul colpo il 39enne. Poi scese in strada, entrò in un negozio di gastronomia e confessò subito: «ho ucciso mio figlio». Poco dopo fu arrestato dai carabinieri. Quel tragico fatto di sangue, era stato l’epilogo di un rapporto difficile reso ancora più complicato dallo stato di depressione in cui ormai da tempo versava il trentanovenne. Le discussioni erano all’ordine del giorno, la convivenza, sempre più difficile. Fino al tragico ultimo atto. Per Giuseppe Muracchioli si era aperta una vicenda giudiziaria complessa. In primo grado, dal giudice Alessandro Trinci del tribunale di Massa venne condannato a 14 anni. Una nuova perizia psicologica si rivelò importante per il pronunciamento della Corte di Assise di appello di Genova che aveva ridotto la pena a nove anni e quattro mesi. La Cassazione ha confermato questa condanna. (a.v.)
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