Italia
Lorenzoni netto: non mi dimetto dal consiglio
CARRARA. Niente dimissioni dal consiglio comunale. Maurizio Lorenzoni risponde picche alla richiesta di Roberta Crudeli (Pd) (sua la mozione approvata all’unanimità) di lasciare l’assise formalizzata...
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CARRARA. Niente dimissioni dal consiglio comunale. Maurizio Lorenzoni risponde picche alla richiesta di Roberta Crudeli (Pd) (sua la mozione approvata all’unanimità) di lasciare l’assise formalizzata attraverso una mozione approvata con il consenso di tutte le forze politiche. L’esponente del centro destra però abbassa i toni e, preso atto del clima di tensione che le gesta di Manfredo Bianchi (e sue) hanno alimentato in città annuncia che per quanto lo riguarda non ci saranno ulteriore iniziative di “rivendicazione” dei valori fascisti. «Non mi dimetto perché non ritengo che ci siano le condizioni per farlo, avevo già spiegato il mio pensiero e le mie idee» spiega Lorenzoni che, pur con toni molto pacati non rinuncia a un po’di polemica. «Avevo chiesto al presidente del consiglio Michele Palma e ai consiglieri del Pd di evitare di discutere giovedì il tema, avendo preventivamente avvisato che non sarei stato presente per motivi di ordine pubblico. E invece sono andati dritti per la loro strada» riferisce il consigliere di centro destra, ricordando che «saputo della contestazione in consiglio comunale e ricevuta la disponibilità dei miei simpatizzanti a venire per difendere la mia immagine e la mia salute» aveva deciso di non andare in assise. «Volevo evitare il pandemonio e una situazione pericolosa» insiste Lorenzoni certo che a freddo, alla prossima seduta, si sarebbe potuto discutere con maggiore serenità dell’argomento.
Di qui la richiesta ai consiglieri democratici di desistere, almeno momentaneamente: «Io non sono stata chiamata da nessuno, sono la capogruppo e nessuno dei miei mi ha riferito nulla al riguardo. E anche se fosse stato avrei presentato comunque la mia mozione» ribatte Roberta Crudeli (Pd), che rivolgendosi a Lorenzoni afferma: «non si deve nemmeno permettere di chiamarmi... avrebbe avuto un bel coraggio a chiedere una cosa del genere». Una replica, quella della capogruppo democratica piena di indignazione, che ben rispecchia il clima che si respirava giovedì sera in consiglio comunale. Cosa si aspetta dunque l’esponente del centro destra al suo rientro in assise? «Tornerò al mio posto in consiglio, impedirmelo sarebbe illegittimo» afferma, anticipando che però, almeno lui, con le iniziative “filo-fasciste” ha chiuso. «Sono convinto che proseguire significherebbe fomentare l’attrito, e non è il caso. Noi abbiamo lanciato il nostro messaggio, per una riconciliazione nazionale, ma abbiamo anche capito che i nostri interlocutori non hanno intenzione di confrontarsi, quindi è inutile continuare a provarci» anticipa Lorenzoni, annunciando l’intenzione di provare a portare su questa linea anche Bianchi.
Intanto però quanto accaduto in consiglio comunale continua a suscitare reazioni: «Invitiamo tutte le forze politiche che hanno sostenuto la richiesta di dimissioni a uscire dall’aula nel caso in cui Lorenzoni dovesse ripresentarsi» scrivono oggi dal coordinamento comunale di Articolo Uno Mdp annunciando la volontà di sollecitare attraverso i propri rappresentanti in Regione e Parlamento, «seri provvedimenti nei confronti del signor Bianchi». (c. ch.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Di qui la richiesta ai consiglieri democratici di desistere, almeno momentaneamente: «Io non sono stata chiamata da nessuno, sono la capogruppo e nessuno dei miei mi ha riferito nulla al riguardo. E anche se fosse stato avrei presentato comunque la mia mozione» ribatte Roberta Crudeli (Pd), che rivolgendosi a Lorenzoni afferma: «non si deve nemmeno permettere di chiamarmi... avrebbe avuto un bel coraggio a chiedere una cosa del genere». Una replica, quella della capogruppo democratica piena di indignazione, che ben rispecchia il clima che si respirava giovedì sera in consiglio comunale. Cosa si aspetta dunque l’esponente del centro destra al suo rientro in assise? «Tornerò al mio posto in consiglio, impedirmelo sarebbe illegittimo» afferma, anticipando che però, almeno lui, con le iniziative “filo-fasciste” ha chiuso. «Sono convinto che proseguire significherebbe fomentare l’attrito, e non è il caso. Noi abbiamo lanciato il nostro messaggio, per una riconciliazione nazionale, ma abbiamo anche capito che i nostri interlocutori non hanno intenzione di confrontarsi, quindi è inutile continuare a provarci» anticipa Lorenzoni, annunciando l’intenzione di provare a portare su questa linea anche Bianchi.
Intanto però quanto accaduto in consiglio comunale continua a suscitare reazioni: «Invitiamo tutte le forze politiche che hanno sostenuto la richiesta di dimissioni a uscire dall’aula nel caso in cui Lorenzoni dovesse ripresentarsi» scrivono oggi dal coordinamento comunale di Articolo Uno Mdp annunciando la volontà di sollecitare attraverso i propri rappresentanti in Regione e Parlamento, «seri provvedimenti nei confronti del signor Bianchi». (c. ch.)
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