Italia
Incidente in cava, la Cgil: controllare le norme di sicurezza
MASSA. In merito all’incidente avvenuto mercoledì nella cava Filone Fondone, a Massa, in attesa che l’ufficio prevenzione infortuni ne chiarisca le dinamiche, interviene la Fillea Cgil Massa-Carrara,...
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MASSA. In merito all’incidente avvenuto mercoledì nella cava Filone Fondone, a Massa, in attesa che l’ufficio prevenzione infortuni ne chiarisca le dinamiche, interviene la Fillea Cgil Massa-Carrara, «perché dalle prime notizie sembrava che l’infortunato fosse un visitatore, poi è stato chiarito che è un cavatore».
«Sembra che le condizioni del lavoratore siamo discrete e non è in pericolo di vita e questo ci tranquillizza - afferma il sindacato - però questo equivoco visitatore-cavatore legato al fatto che non è stato chiamato il soccorso sul posto ma è stato trasportato direttamente alla postazione dell’ambulanza, qualche perplessità la lascia. È del tutto evidente che questi equivoci e modalità di trasporto del ferito fanno pensare al tentativo di nascondere qualcosa. A tal fine qualche domanda ce la poniamo: ad esempio se il lavoratore era assunto regolarmente oppure se l’incidente è avvenuto così come descritto».
Il settore, sottolinea la Cgil, «è evidentemente pericoloso di suo, se poi ci sono anche modalità e comportamenti non limpidi allora diciamo chiaramente che vanno repressi in tutti i modi, compresa la sospensione dell’attività». Il sindacato condanna «ogni modalità di lavoro difforme dal rispetto delle norme che faticosamente ci siamo conquistati, soprattutto oggi a poche settimane dall’entrata in vigore di nuove norme sul taglio al monte».
Conclude l’intervento: «Ribadiamo che il tema sicurezza e legalità sono prioritari nel settore lapideo, pertanto chiediamo nuovamente alle amministrazioni interessate - al Comune di Massa, al Comune di Carrara e al Comune di Fivizzano - nei regolamenti che andranno ad approvare, di inserire norme che sospendano le attività di escavazione in casi di palese violazione delle norme sulla sicurezza e sulla regolarità contrattuale dei lavoratori».
«Sembra che le condizioni del lavoratore siamo discrete e non è in pericolo di vita e questo ci tranquillizza - afferma il sindacato - però questo equivoco visitatore-cavatore legato al fatto che non è stato chiamato il soccorso sul posto ma è stato trasportato direttamente alla postazione dell’ambulanza, qualche perplessità la lascia. È del tutto evidente che questi equivoci e modalità di trasporto del ferito fanno pensare al tentativo di nascondere qualcosa. A tal fine qualche domanda ce la poniamo: ad esempio se il lavoratore era assunto regolarmente oppure se l’incidente è avvenuto così come descritto».
Il settore, sottolinea la Cgil, «è evidentemente pericoloso di suo, se poi ci sono anche modalità e comportamenti non limpidi allora diciamo chiaramente che vanno repressi in tutti i modi, compresa la sospensione dell’attività». Il sindacato condanna «ogni modalità di lavoro difforme dal rispetto delle norme che faticosamente ci siamo conquistati, soprattutto oggi a poche settimane dall’entrata in vigore di nuove norme sul taglio al monte».
Conclude l’intervento: «Ribadiamo che il tema sicurezza e legalità sono prioritari nel settore lapideo, pertanto chiediamo nuovamente alle amministrazioni interessate - al Comune di Massa, al Comune di Carrara e al Comune di Fivizzano - nei regolamenti che andranno ad approvare, di inserire norme che sospendano le attività di escavazione in casi di palese violazione delle norme sulla sicurezza e sulla regolarità contrattuale dei lavoratori».
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