Il dolore
Il Pd si compatta sul Regolamento urbanistico
Incontro positivo giovedì del gruppo consiliare. Si lavora su un documento condiviso della minoranza
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MASSA. Si ricuce lo strappo all’interno del gruppo consiliare del Pd con il filo del Regolamento Urbanistico: basta contrapposizioni, basta screzi e incomprensioni, adesso si va avanti tutti insieme, con incontri settimanali per discutere e trovare compromessi e soluzioni efficaci affinché il Ru possa andare in consiglio ed essere approvato.
È questa la sintesi dell’incontro avvenuto giovedì pomeriggio in via Dante, dove il gruppo consiliare del Pd di Massa, con il suo segretario Sergio Zangolli e il sindaco Alessandro Volpi, si è riunito per discutere del Regolamento Urbanistico. Per la prima volta, dopo tanto tempo, hanno partecipato anche consiglieri che, ultimamente, avevano disertato le riunioni del gruppo, perché non in linea con la direzione comunale del Pd e sempre in quella sede, sei consiglieri hanno presentato un documento sul Ru, che è stato accolto all’unanimità.
Il documento è firmato da Dina Dell’Ertole, Stefano Alberti, Giacomo Bugliani, Graziella Lazzarini, Daniele Carmassi e Luca Anghelè che, casualmente, sono anche i consiglieri firmatari del famoso documento con cui in 16 (tra maggioranza e opposizione) chiesero le primarie. Ma questa è un’altra storia: oggi il Pd entra nel vivo del Regolamento Urbanistico, facendo alcune proposte che verranno vagliate durante una serie di incontri calendarizzati dal gruppo nei prossimi mesi. Quindi, è presumibile che il Ru non andrà in consiglio comunale a fine settembre, come si era pensato, ma non prima di dicembre. Il documento presentato dai sei è stato valutato dall'intero gruppo come un contributo decisivo per offrire alla città uno strumento urbanistico in grado di dare risposte adeguate alle aspettative dei cittadini.
La capogruppo Giovanna Santi conferma: «Il documento mi è stato consegnato e abbiamo deciso di iniziare un percorso condiviso con tutti i membri del gruppo». Ecco di cosa si tratta: nel documento viene ribadito che il Ru non può essere approvato “senza che i consiglieri comunali possano prenderne visione nei tempi giusti e senza il parere della commissione urbanistica” e che deve essere modificato negli errori e tenere conto dell’osservazione copiosa degli uffici. Non lo si può, insomma, “presentare come prendere o lasciare”. “Noi non condividiamo il pensiero di chi dice approviamolo così com'è e poi faremo le correzioni. Le correzioni per noi vanno fatte prima. Adesso”. E ancora: “Allo stato attuale- si legge nel documento- pensiamo che questo non sia lo strumento giusto per il rilancio della città”. “Apportiamo quel minimo di giuste modifiche e correzioni che lo possano rendere almeno accettabile e di qualche utilità per la città”.
Riportiamo qualche altro stralcio del documento: “C'è da dire alla città con chiarezza che in tutto il territorio comunale, tranne forse a Ronchi-Poveromo, non si potranno più realizzare case singole su terreni di proprietà”. “Per quanto riguarda la vocazione del territorio verso il turismo, secondo noi tutte le aspettative di sviluppo sono state disattese, non considerando la possibilità di realizzare nuove strutture alberghiere, o di ampliare le esistenti; non vediamo neanche un oculato riutilizzo a fini turistici delle ex colonie o case per ferie”. “Chiediamo un impegno vero per dimostrare che esiste la volontà di cambiare questo Ru; chiediamo che il cambio di destinazione d'uso in residenziale sia sempre possibile, naturalmente dove questo è ammesso e previo riconoscimento di una idonea perequazione degli interessi pubblici. Chiediamo il frazionamento anche nel centro storico. Chiediamo la quota del 25% in tutte le colonie per far si che nei principi generali tutti siano trattati allo stesso modo”.
E infine: “Le correzioni indicate sono per noi la condizione minima sulla quale ci possiamo impegnare a lavorare, che ci fa comunque dire che questo non è lo strumento urbanistico che avremmo voluto per la nostra città ma che almeno potrà avere una, se pur minima, utilità”. Il gruppo terrà conto delle richieste, ora si discute insieme.
È questa la sintesi dell’incontro avvenuto giovedì pomeriggio in via Dante, dove il gruppo consiliare del Pd di Massa, con il suo segretario Sergio Zangolli e il sindaco Alessandro Volpi, si è riunito per discutere del Regolamento Urbanistico. Per la prima volta, dopo tanto tempo, hanno partecipato anche consiglieri che, ultimamente, avevano disertato le riunioni del gruppo, perché non in linea con la direzione comunale del Pd e sempre in quella sede, sei consiglieri hanno presentato un documento sul Ru, che è stato accolto all’unanimità.
Il documento è firmato da Dina Dell’Ertole, Stefano Alberti, Giacomo Bugliani, Graziella Lazzarini, Daniele Carmassi e Luca Anghelè che, casualmente, sono anche i consiglieri firmatari del famoso documento con cui in 16 (tra maggioranza e opposizione) chiesero le primarie. Ma questa è un’altra storia: oggi il Pd entra nel vivo del Regolamento Urbanistico, facendo alcune proposte che verranno vagliate durante una serie di incontri calendarizzati dal gruppo nei prossimi mesi. Quindi, è presumibile che il Ru non andrà in consiglio comunale a fine settembre, come si era pensato, ma non prima di dicembre. Il documento presentato dai sei è stato valutato dall'intero gruppo come un contributo decisivo per offrire alla città uno strumento urbanistico in grado di dare risposte adeguate alle aspettative dei cittadini.
La capogruppo Giovanna Santi conferma: «Il documento mi è stato consegnato e abbiamo deciso di iniziare un percorso condiviso con tutti i membri del gruppo». Ecco di cosa si tratta: nel documento viene ribadito che il Ru non può essere approvato “senza che i consiglieri comunali possano prenderne visione nei tempi giusti e senza il parere della commissione urbanistica” e che deve essere modificato negli errori e tenere conto dell’osservazione copiosa degli uffici. Non lo si può, insomma, “presentare come prendere o lasciare”. “Noi non condividiamo il pensiero di chi dice approviamolo così com'è e poi faremo le correzioni. Le correzioni per noi vanno fatte prima. Adesso”. E ancora: “Allo stato attuale- si legge nel documento- pensiamo che questo non sia lo strumento giusto per il rilancio della città”. “Apportiamo quel minimo di giuste modifiche e correzioni che lo possano rendere almeno accettabile e di qualche utilità per la città”.
Riportiamo qualche altro stralcio del documento: “C'è da dire alla città con chiarezza che in tutto il territorio comunale, tranne forse a Ronchi-Poveromo, non si potranno più realizzare case singole su terreni di proprietà”. “Per quanto riguarda la vocazione del territorio verso il turismo, secondo noi tutte le aspettative di sviluppo sono state disattese, non considerando la possibilità di realizzare nuove strutture alberghiere, o di ampliare le esistenti; non vediamo neanche un oculato riutilizzo a fini turistici delle ex colonie o case per ferie”. “Chiediamo un impegno vero per dimostrare che esiste la volontà di cambiare questo Ru; chiediamo che il cambio di destinazione d'uso in residenziale sia sempre possibile, naturalmente dove questo è ammesso e previo riconoscimento di una idonea perequazione degli interessi pubblici. Chiediamo il frazionamento anche nel centro storico. Chiediamo la quota del 25% in tutte le colonie per far si che nei principi generali tutti siano trattati allo stesso modo”.
E infine: “Le correzioni indicate sono per noi la condizione minima sulla quale ci possiamo impegnare a lavorare, che ci fa comunque dire che questo non è lo strumento urbanistico che avremmo voluto per la nostra città ma che almeno potrà avere una, se pur minima, utilità”. Il gruppo terrà conto delle richieste, ora si discute insieme.
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