Gioco
Il giallo del tappeto da volley Gli assessori disertano le riunioni
di Manuela D’Angelo
Convocati nelle commissioni e ai sopralluoghi, Berti, Rutili e Carioli non si sono mai presentati L’opposizione: «Non si capisce da dove hanno preso i soldi». Il pavimento per ora è alla Bertagnini
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MASSA. Non si placa la polemica sull’ormai famigerato tappeto di volley, stoccato davanti alla palestra della scuola media Bertagnini, in attesa di essere montato e utilizzato. Non si placa perché i consiglieri comunali continuano a chiedere spiegazioni politiche dell’acquisto del tappeto, visto che nessuno degli assessori fino ad oggi interpellati ha risposto agli inviti di partecipazione ad incontri, commissioni e sopralluoghi.
L’ultimo è avvenuto giovedì mattina: le commissioni Sport e Bilancio insieme si sono recate alla Bertagnini per visionare il tappeto, chiuso in rotoli e imballato furi dalla palestra. A questo sopralluogo le commissioni avevano invitato il dirigente Fernando Della Pina e gli assessori Berti, Rutili e Carioli ma nessuno di loro ha partecipato. Si è presentato, però, un geometra del comune, il quale non ha saputo dare nessuna spiegazione se non quella che il tappeto verrà montato alla palestra della Bertagnini.
Secondo i consiglieri di opposizione l’amministrazione non ha le pezze d’appoggio per giustificare l’acquisto del tappeto, costato alla collettività 24,4 mila euro. «Se è un piacere fatto alla nostra squadra di seria A di pallavolo- dice ad esempio Stefano Caruso di Toscana Attiva- potevano dirlo subito. Nessuno si sarebbe tirato indietro per aiutare i nostri campioni».
«In realtà- dice Carmen Menchini degli Arancioni- non si capisce bene da dove sono stati presi i soldi per questo tappeto. Se era per la Fonteviva allora i soldi non dovevano essere tolti alle scuole e alle palestre, come pare dalla determina; se invece era un tappeto per la scuola Bertagnini allora qualcuno dovrebbe spiegare perché proprio questa scuola e non un’altra, in virtù di quale scelta». Qualcuno si è messo a fare i conti dei rotoli di tappeto bicolor (come quello professionale dei palazzetti dello sport) e sembrerebbe troppo grande per coprire il campo della palestra Bertagnini: «Allora potrebbe anche emergere un problema di spreco di denaro pubblico- dice sempre Caruso- se era per la palestra Bertagnini perché acquistarlo delle dimensioni consone ad un palazzetto dello sport?».
Forse perché all’inizio quel tappeto non doveva finire alla Bertagnini, come dimostra la determina firmata dal dirigente Della Pina, in cui non si accenna assolutamente al luogo della messa in posa del tappeto, ma si parla di necessità dell’acquisto visto che «nelle palestre massesi si disputerà il campionato di Serie A2 di pallavolo».
Della Pina ha già spiegato al Tirreno che quella dicitura è “errata” e che il campionato non potrebbe mai svolgersi nelle palestre massesi, ma si parla di “allenamenti” della squadra. Insomma, alla fine la domanda è stata unanime: poiché nessun dirigente comunale si sarebbe preso la briga di acquistare un bene senza l’imput della politica, quale degli assessori competente ha dato l’avvio all’acquisto? Berti per i Lavori Pubblici, Rutili per il Bilancio o Carioli per lo Sport? I tre sono stati convocati nuovamente dalle due commissioni (Sport e Bilancio) il 18 settembre.
L’ultimo è avvenuto giovedì mattina: le commissioni Sport e Bilancio insieme si sono recate alla Bertagnini per visionare il tappeto, chiuso in rotoli e imballato furi dalla palestra. A questo sopralluogo le commissioni avevano invitato il dirigente Fernando Della Pina e gli assessori Berti, Rutili e Carioli ma nessuno di loro ha partecipato. Si è presentato, però, un geometra del comune, il quale non ha saputo dare nessuna spiegazione se non quella che il tappeto verrà montato alla palestra della Bertagnini.
Secondo i consiglieri di opposizione l’amministrazione non ha le pezze d’appoggio per giustificare l’acquisto del tappeto, costato alla collettività 24,4 mila euro. «Se è un piacere fatto alla nostra squadra di seria A di pallavolo- dice ad esempio Stefano Caruso di Toscana Attiva- potevano dirlo subito. Nessuno si sarebbe tirato indietro per aiutare i nostri campioni».
«In realtà- dice Carmen Menchini degli Arancioni- non si capisce bene da dove sono stati presi i soldi per questo tappeto. Se era per la Fonteviva allora i soldi non dovevano essere tolti alle scuole e alle palestre, come pare dalla determina; se invece era un tappeto per la scuola Bertagnini allora qualcuno dovrebbe spiegare perché proprio questa scuola e non un’altra, in virtù di quale scelta». Qualcuno si è messo a fare i conti dei rotoli di tappeto bicolor (come quello professionale dei palazzetti dello sport) e sembrerebbe troppo grande per coprire il campo della palestra Bertagnini: «Allora potrebbe anche emergere un problema di spreco di denaro pubblico- dice sempre Caruso- se era per la palestra Bertagnini perché acquistarlo delle dimensioni consone ad un palazzetto dello sport?».
Forse perché all’inizio quel tappeto non doveva finire alla Bertagnini, come dimostra la determina firmata dal dirigente Della Pina, in cui non si accenna assolutamente al luogo della messa in posa del tappeto, ma si parla di necessità dell’acquisto visto che «nelle palestre massesi si disputerà il campionato di Serie A2 di pallavolo».
Della Pina ha già spiegato al Tirreno che quella dicitura è “errata” e che il campionato non potrebbe mai svolgersi nelle palestre massesi, ma si parla di “allenamenti” della squadra. Insomma, alla fine la domanda è stata unanime: poiché nessun dirigente comunale si sarebbe preso la briga di acquistare un bene senza l’imput della politica, quale degli assessori competente ha dato l’avvio all’acquisto? Berti per i Lavori Pubblici, Rutili per il Bilancio o Carioli per lo Sport? I tre sono stati convocati nuovamente dalle due commissioni (Sport e Bilancio) il 18 settembre.
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