Il Tirreno

la denuncia dell’associazione 

Coldiretti: terre agricole al minimo storico

Coldiretti: terre agricole al minimo storico

MASSA-CARRARA. Diciotto ettari in più di suolo “rubato” alla campagna e al verde. L' 8,2% della superficie della provincia di Massa-Carrara in pratica ricoperta da case, palazzi, capannoni, strade:...

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MASSA-CARRARA. Diciotto ettari in più di suolo “rubato” alla campagna e al verde. L' 8,2% della superficie della provincia di Massa-Carrara in pratica ricoperta da case, palazzi, capannoni, strade: cioè lo 0,2% in più rispetto a un anno fa.

Lo denuncia Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto Ispra. «Il territorio affoga perché la superficie agricola e forestale ha raggiunto il minimo storico, causa cementificazione e abbandono, che hanno reso la provincia Apuana più debole rispetto al rischio alluvioni e frane», scrive l’associazione.

«Gli effetti di una gestione sbagliata del territorio - spiega Maurizio Fantini, direttore Coldiretti Massa-Carrara - sono ancora più evidenti quando le piogge si fanno insistenti. La siccità, che ha reso i terreni duri e quasi impermeabili, ha solo aggravato la salute del nostro suolo che è sempre meno. Non è solo una questione di tombini ostruiti, che rappresentano un elemento di una problematica di gestione più ampia, degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Il tutto spesso aggravato anche a monte dall'assenza di una politica forestale e di gestione del reticolo idrografico».

Secondo Coldiretti la nostra provincia è tra i territori più a rischio frane e alluvioni (e tornano in mente gli eventi calamitosi del novembre 2012 e 2013). Ancora diti: a Massa, su una popolazione totale di 69.479 persone, 8241 vivono in aree considerate a rischio frana “elevato” o “molto elevato”. Si tratta del 12% dei cittadini, contro l’ 8% degli apuo lunigianesi e il 7% dei carraresi. «Più preoccupante - prosegue l’associazione - la situazione per quanto riguarda le alluvioni. Il 43% della popolazione di Carrara è esposta a un rischio alluvione di intensità media o alta, contro il 29% dei massesi, il 30% degli abitanti della provincia e il 31% dei toscani».

Secondo Fantini «serve un impegno delle amministrazioni comunali per difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile dalla cementificazione e dall'abbandono, con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell'attività agricola. Ma occorre anche, e su questo stanno lavorando i vertici nazionali, accelerare sull'approvazione della legge sul consumo di suolo, da anni ferma in Parlamento».(lu.si.)

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