Trasporti
In consiglio tutti cantano Bella Ciao
Carrara, approvata all’unanimità la richiesta di dimissioni di Maurizio Lorenzoni che con Bianchi ha sventolato la bandiera di Salò
CARRARA. «Anche da un brutto gesto può venire qualcosa di buono, e in effetti è quello che sta accadendo in questi giorni. A Carrara infatti sta rinascendo l'antifascismo». È un messaggio di speranza, quello che ha lanciato dai banchi del consiglio comunale, Ferdinando Sanguinetti, 83 anni, a nome dell'Anpi di Massa Carrara. Un intervento davvero straordinario, per forma e modi. Il partigiano è stato autorizzato a parlare quasi per acclamazione popolare e ha strappato applausi scroscianti a più riprese, che gli hanno fatto concludere il discorso con le guance bagnate da lacrime di gioia.
Che sarebbe stato un consiglio comunale speciale lo si è capito fin da subito. Alle 19 di giovedì 14 settembre, all'apertura delle porte della sala consiliare, decine di cittadini sono entrati intonando le "Bella Ciao", sventolando le bandiere dell'Anpi e dell'Italia e mostrando uno striscione contro i fascisti. "Ora e sempre resistenza" hanno gridato a più riprese dalle fila riservate al pubblico. E anche durante le comunicazioni del presidente del Consiglio Michele Palma e del sindaco Francesco De Pasquale, che hanno espresso solidarietà alle vittime del nubifragio di Livorno, di tanto in tanto tra i banchi dei cittadini tornava a levarsi qualche canto della Resistenza, a ricordare che non poteva non esserci una chiara condanna ai gesti di Manfredo Bianchi e Maurizio Lorenzoni. E così su richiesta di Cristiano Bottici (Pd) il dibattito si è aperto con ribaltamento dell'ordine del giorno: la prima a intervenire è stata la caporguppo democratica Roberta Crudeli che ha ricordato il doppio sfregio delle bandiere repubblichine fatte sventolare sulla vetta del Sagro e sulla Brugiana. L'aggravante di questo secondo episodio, ha spiegato la consigliera, è che tra i protagonisti c'era anche un esponente dell'assise: il riferimento ovviamente è a Lorenzoni che qualche giorno fa si era fatto fotografare al fianco di Bianchi sulla vetta della Brugiana all'ombra della bandiera repubblichina. La Crudeli ha definito Lorenzoni "incompatibile con il ruolo istituzionale che ricopre" e invitandolo alle dimissioni. Ma Lorenzoni non era in aula: qualche ora prima del consiglio ha annunciato la sua assenza, per timore che "l'inevitabile tensione fra le parti contrapposte generi disordini fuori e dentro la sala consiliare".
Poi, è stata la volta dell'intervento, straordinario, di Sanguinetti: con voce commossa ma ferma, il partigiano ha ricordato la sua gioventù da bimbo balilla, a cui veniva negato il pasto a scuola se si rifiutava di fare il saluto fascista. "Ma io avevo mio fratello, il mio eroe, lassù sulle montagne a combattere" ha ricordato l'esponente dell'Anpi, che non ha nascosto il timore che l'orrore della dittatura torni, visto che oggi «anche noi italiani stiamo diventando inumani e incivili, come dimostra il trattamento che riserviamo ai migranti». Parole che hanno fatto sciogliere il pubblico, i consiglieri e la giunta intera in un lunghissimo e commovente applauso, convincendo tutti ma proprio tutti - messi comunali compresi - a unirsi all'ennesimo coro di "Bella Ciao". La mozione per le dimissioni di Lorenzoni è stata ovviamente approvata all'uninaimità.
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